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Prescrizione, tensioni nella maggioranza. Salvini: "Il governo non rischia"

4' di lettura

Il decreto sicurezza e la questione prescrizione hanno evidenziato contrasti nell’asse Lega-M5S. Il ministro dell’Interno allontana le voci di un possibile voto a marzo. Di Maio: "Troveremo accordo". Dopo il voto di fiducia 5 senatori M5s dissidenti deferiti a probiviri

Arriva il via libera del Senato al decreto sicurezza (COSA PREVEDE) con 163 sì, 59 no e 19 astenuti. I presenti sono stati 288, i votanti 241. Il decreto, che è stato approvato con il voto di fiducia, ora passa al vaglio della Camera. Intanto il vicepremier Matteo Salvini torna a rassicurare sulla tenuta della maggioranza dopo le frizioni tra Lega e M5S sulle questioni sicurezza e prescrizione: "Il governo non è assolutamente a rischio, manterrà uno per uno tutto gli impegni presi con gli italiani, punto. Con buon senso e umiltà, si risolve tutto". Intanto Luigi Di Maio si dice sicuro che "sulla prescrizione raggiungeremo l'accordo migliore per gli italiani all'interno della legge anticorruzione". Apertura anche da parte del ministro della Giustizia Alfonso Bonafede: "Pronti a valutare proposte di miglioramento". Mentre il ministro delle infrastrutture e dei trasporti Danilo Toninelli precisa su Twitter: "La riforma della prescrizione è nel contratto di governo - scrive -. La battaglia contro i corrotti è nel dna del Movimento 5 Stelle. Basta impuniti".

M5s, deferiti ai probiviri i cinque senatori dissidenti

Dopo il voto di fiducia sul decreto sicurezza, cinque senatori "dissidenti" del M5s, che avevano espresso forti perplessità sul testo, hanno preferito disertare il voto e sono stati deferiti al collegio dei probiviri del Movimento. Si tratta di Gregorio De Falco, Paola Nugnes, Elena Fattori, Matteo Mantero e Virginia La Mura. "È un comportamento particolarmente grave visto che si trattava di un voto di fiducia al Governo", afferma il capogruppo del MoVimento 5 Stelle al Senato, Stefano Patuanelli, autore della segnalazione ai probiviri del Movimento.

Salvini: "Riforma prescrizione? È nel contratto, no a processi eterni"

Sulla riforma della prescrizione, Salvini precisa: "Io sono abituato a rispettare gli impegni presi. Nel contratto di governo c'è la riforma della giustizia e la riforma della prescrizione. L'unica cosa che non voglio è che ci siano processi eterni. La prescrizione va cambiata ma io voglio una giustizia che abbia tempi certi. Sono sicuro - afferma il leader della Lega durante una trasmissione radiofonica - che troveremo una quadra, non litigheremo e porteremo a casa anche la riforma della giustizia". Salvini aveva parlato, prima dell'ok del Senato, anche del decreto sicurezza assicurando una maggioranza compatta: "Mi ero impegnato ad approvare questo decreto che porta più sicurezza nelle nostre città, che mette un argine all'immigrazione fuori controllo e rispedisce a casa furbetti e delinquenti. Ci siamo. C'è un decreto sicurezza e immigrazione che sarà un passo in avanti. C'è una maggioranza forte, stabile, coesa di cui vado orgoglioso".

Di Maio: "Certo dell'intesa sulla prescrizione"

Anche Di Maio su Facebook si dice "sicuro che sulla prescrizione raggiungeremo l'accordo migliore per gli italiani all'interno della legge anticorruzione. La riforma della prescrizione è nel contratto di governo". "La battaglia contro la prescrizione fa parte del Dna del M5S: Noi nella legge anticorruzione pensiamo che la prescrizione e il suo blocco, dopo la condanna in primo grado, sia sacrosanto - spiega il vicepremieri - Ed è sacrosanto perché oggi l'accesso alla giustizia è diventata anche una questione di soldi e chi ha più soldi può arrivare ad un processo più lungo". E aggiunge: "È una questione di civiltà, di merito e proprio bloccando la prescrizione si riduce la lunghezza dei processi".

Bonafede: "Su prescrizione valutiamo proposte di miglioramento"

Dopo le parole di apertura da parte del leader leghista, anche il ministro pentastellato della Giustizia Alfonso Bonafede si mostra ottimista sulla risoluzione dei contrasti nell'asse di governo in tema di prescrizione: "L'emendamento pone una prescrizione che si interrompe dopo il primo grado, chiaramente se arrivano proposte di miglioramento siamo pronti a valutarle come abbiamo sempre fatto", ha detto Bonafede a margine dell'inaugurazione del Giardino della Giustizia a Roma. "Per noi - ha continuato il ministro - è fondamentale tutta la legge anticorruzione: le battaglie di legalità per la sicurezza e la certezza della pena per il nostro governo sono fondamentali e andremo chiaramente avanti. La lotta sulla prescrizione è una battaglia contenuta nel contratto di governo".

Ipotesi voto a marzo

In seguito al muro contro muro tra M5s e Lega sulla riforma della prescrizione, voluta dai pentastellati nel ddl anticorruzione con un emendamento, dalle pagine del Corriere della Sera era spuntata l’ipotesi di un possibile ritorno alle urne nel prossimo mese di marzo. Secondo il quotidiano milanese, il leghista Luca Paolini avrebbe detto ad alcuni colleghi di altri partiti in commissione Giustizia a Montecitorio che "si corre verso il voto anticipato. Ma non a giugno, a marzo". Un’eventualità comunque smentita sia dalle parole di Matteo Salvini sia dal premier Giuseppe Conte che già in precedenza aveva rassicurato tutti sulla tenuta del governo: "I vertici ci sono sempre stati dall'inizio. Non stiamo affatto litigando, siamo motivati dall'obiettivo preciso che ci accomuna, fare l'interesse degli italiani".

Data ultima modifica 07 novembre 2018 ore 14:06

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