Elezioni provinciali in Trentino e Alto Adige: urne aperte

Politica
Immagine d'archivio (Ansa)

Undici candidati alla presidenza della provincia di Trento, mentre 14 liste si contenderanno i seggi di quella di Bolzano: le due province vanno alle urne con sistemi e orari diversi, dopo una campagna elettorale differenziata ma con sorprese attese in entrambe

Il 21 ottobre 2018 la provincia di Trento va al voto per eleggere il nuovo governo provinciale. Sono 427.450 i trentini chiamati ai seggi. Le urne saranno aperte dalle 6 alle 22 e, nello stesso giorno, andrà a votare anche l’Alto Adige ma con regole e orari differenti. Undici i candidati alla presidenza della provincia autonoma di Trento dove saranno gli elettori a scegliere il governatore, mentre a Bolzano il presidente sarà invece eletto tra i 35 componenti del Consiglio, insieme con i vicepresidenti e gli assessori della nuova Giunta provinciale.

Trentino: il sistema elettorale e la minoranza ladina

Il sistema elettorale previsto per le elezioni provinciali in Trentino è un proporzionale con correttivi (premio di maggioranza al più votato pari a 18 seggi su 35 che, nel caso ottenga almeno il 40% dei voti, aumenta a 21 seggi) e prevede un unico collegio che comprende l'intera provincia. A garanzia di rappresentanza della minoranza ladina, un seggio è attribuito alla lista che ha ottenuto il maggior numero di voti nei comuni ladini. L'assemblea è di 35 componenti: 34 consiglieri più il governatore. Per sapere i risultati si attenderà il giorno successivo e, entro 20 giorni dalla proclamazione ufficiale, si riunirà per la prima volta il nuovo Consiglio.

I temi della campagna elettorale

Sicurezza, immigrazione, accoglienza, più competenze ai territori e grandi opere (il prolungamento dell’autostrada A13, della Val d’Astico, verso nord) sono i temi al centro della campagna elettorale in Trentino. Tra le questioni, anche la funzionalità dell’attuale consiglio regionale che unisce il Trentino e l'Alto Adige, nonostante la sostanziale divisione delle due province di fatto autonome, unite solo nell'Euregio, il progetto di collaborazione transfrontaliera delle regioni che componevano il Tirolo storico.

I candidati alla presidenza

Gli aspiranti governatori della provincia autonoma di Trento sono in totale 11. Ugo Rossi, presidente uscente, ha perso le liste che lo avevano sostenuto cinque anni fa, a partire dal Partito Democratico. Rossi si ricandida ma corre da solo sotto il simbolo del Patt, il Partito Autonomista Trentino Tirolese. I dem, che hanno bocciato Rossi, si presentano invece con l'ex senatore Giorgio Tonini. Filippo Degasperi è il candidato del Movimento 5 stelle, già consigliere regionale e provinciale. Il centrodestra si presenta compatto con la candidatura di Maurizio Fugatti, leghista della prima ora, veronese di nascita ma da sempre trapiantato nel Trentino meridionale. Attualmente sottosegretario alla Salute nel governo gialloverde, Fugatti ha concluso il tour elettorale insieme al leader del Carroccio Matteo Salvini. Altri candidati sono: Filippo Castaldini di CasaPound, a 26 anni è il più giovane; Paolo Primon, della lista per l’autonomia Popoli Liberi - Freie Völker; Roberto De Laurentis, con Tre-Territorio Responsabilità Economia; Antonella Valer, sostenuta da LeU e l’Altro Trentino a Sinistra, è l'unica donna candidata; Federico Monegaglia, di Riconquistare l'Italia; Ferruccio Chenetti, del Moviment ladin de Fascia e Mauro Ottobre, il candidato di Autonomia dinamica. I candidati per i 35 seggi del Consiglio sono invece 699, mentre le liste che saranno presenti sulla scheda saranno 22, molte di esse collegate fra loro.

Alto Adige: il sistema elettorale

I 424.184 aventi diritto al voto dell’Alto Adige-Suedtirol, la provincia più a nord d'Italia, voteranno dalle 7 alle 21 per il rinnovo del consiglio provinciale della Provincia Autonoma di Bolzano. Il sistema elettorale non prevede alleanze precedenti al voto e per questo tutti i partiti correranno da soli in un sistema di fatto proporzionale. Le 14 liste in corsa si spartiranno i 35 seggi in palio. Dato che il presidente non verrà scelto direttamente dagli elettori, i singoli partiti o raggruppamenti politici dovranno presentare, oltre alla candidata o candidato prescelto, una dichiarazione di governo. Il governatore verrà poi eletto tra i componenti del Consiglio, dove viene garantita anche una quota per la minoranza ladina e almeno un partito di lingua italiana.

La campagna elettorale

A differenza del Trentino, nessuno dei grandi temi politici sul tavolo – a cominciare dalla problematica del doppio passaporto che l'Austria vorrebbe concedere ai cittadini di lingua tedesca e ladina, per finire alla sanità, alla mobilità, all'ambiente e all'immigrazione, con la questione della frontiera del Brennero e dei rapporti tesi con Vienna - sono riusciti a scaldare l'elettorato. La campagna elettorale, infatti, è stata caratterizzata da toni sottotraccia e pochi scossoni. Uniche due eccezioni: la polemica sul tunnel del Brennero e un discusso intervento del vicepremier leghista Matteo Salvini. Nel primo caso, la realizzazione dell'opera ha diviso il M5S, favorevole allo stop dei lavori, e il resto della politica con Salvini, i leader regionali e l'opposizione che hanno parlato di "idea folle". Nel secondo caso, il leader del Carroccio, applauditissimo sul palco dei "Kastelruther Spatzen", il più noto e popolare gruppo folk dell'intera area tedesca, ha salutato prima in lingua italiana e poi in lingua tedesca, scatenando le polemiche dei vertici della Suedtiroler Volkspartei (Svp, Partito Popolare Sudtirolese che difende gli interessi dei gruppi linguistici tedesco e ladino).

I candidati e la sfida tedesca

Nonostante l’apparente calma della campagna elettorale, lo scossone potrebbe arrivare proprio dalle urne. La Svp, che negli ultimi 70 anni ha governato con maggioranze quasi bulgare (dal 70% del dopoguerra all'attuale 46%) e con lo schiacciante predominio dei seggi (17 su 35 complessivi toccando in passato anche quota 21), è atteso alla prova della verità. Arno Kompatscher, il successore dello storico presidente Luis Durnwalder, è chiamato a contenere quella che molti prevedono essere una sconfitta fisiologica. All'interno del mondo dell'elettorato di lingua tedesca, infatti, si stanno muovendo nuove forze. I Freiheitlichen del Partito della libertà di ispirazione austriaca avevano già conquistato 6 seggi con il 17,9% di cinque anni fa e ora possono contare sul forte sostegno del vicecancelliere austriaco Heinz Christian Strache e del leader dei "falchi" di Vienna Norbert Hofer. In forte crescita anche la lista di Koellensberger (già consigliere provinciale del Movimento 5 Stelle e ora alla guida di una agguerrita lista civica di lingua tedesca). In più bisogna considerare gli altri schieramenti della destra tedesca, quali sono i secessionisti del movimento popolare della Suetiroler Freiheit e gli altri "civici" della Buergerunion fuer Suedtirol, per finire con la lista interetnica dei Verdi/Gruene. All'elettorato italiano puntano, oltre a Svp e Verdi, anche il Pd, Forza Italia, Noi per l'Alto Adige, Sinistra Unita, Alto Adige nel Cuore Fratelli d'Italia uniti, Lega, CasaPound e Movimento 5 stelle. Da vedere anche con chi deciderà di allearsi la Svp: attualmente al governo della provincia e della città di Bolzano insieme al Pd, non si esclude una svolta verso Salvini.

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