Manovra, Conte chiede tempo: "Su pressione fiscale c’è da lavorare"

Politica
Il presidente del consiglio all'inaugurazione della scuola politica della Lega, Milano (Ansa)

Settimana di scadenze per il governo, che deve discutere ancora alcuni punti centrali della legge di Bilancio prima di inviare la bozza a Bruxelles. Tra i nodi, la pace fiscale. Il premier: "Reddito di cittadinanza su base regionale". Stasera vertice a Palazzo Chigi

I tempi per concludere la legge di bilancio 2019 sono sempre più stretti e il governo continua a lavorare per definire tutti i dettagli. Questa sera è prevista a Palazzo Chigi una riunione di governo in vista del Consiglio dei ministri di domani, 15 ottobre, che dovrebbe avere sul tavolo il decreto fiscale e la manovra. Secondo più fonti, l'obiettivo è arrivare a una conclusione domani, ma non è ancora stato trovato un accordo tra M5S e Lega sulla pace fiscale. Il varo potrebbe quindi slittare anche se la bozza deve essere inviata a Bruxelles entro il 15 ottobre e trasmessa alle Camere entro il 20.

"Su pressione fiscale c'è ancora da lavorare"

In questa situazione, il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, intervenuto in occasione dell'inaugurazione della quarta edizione della scuola di formazione politica della Lega, ha sottolineato che "la riforma fiscale non si fa tutta d'un tratto, ora interveniamo in misura significativa ma sulla pressione fiscale c'è da lavorare ancora perché non è ancora soddisfacente". E aggiunge che "l'Italia cambia marcia", sarà il messaggio che porterà quando riferirà alle istituzioni europee sulla manovra. "Ho parlato nei giorni scorsi con Merkel, avremo un bilaterale prima del vertice europeo, così farò con Macron e altri leader", spiega il premier.

Conte: "Reddito di cittadinanza su base regionale"

Sul reddito di cittadinanza (COS’È), il presidente del Consiglio spiega che il governo sta "pensando a come modulare le offerte di lavoro sulla base della redistribuzione geografica. Sono tutti dettagli che aiuteranno a rendere più o meno efficace la riforma". Inoltre "faremo tesoro anche di qualche inefficienza che si è realizzata in Germania: il reddito di cittadinanza, se realizzato male può essere frainteso e' percepito come sussidio assistenziale".

Intanto, da fonti governative del M5S si apprende che “il taglio delle pensioni d'oro partirà dalle pensioni di importo pari a 4.500 euro netti al mese in su e non esiste alcuna ipotesi di abbassare la soglia a 3.500 euro”.

Salvini: "Abbiamo tante cose da fare"

Anche il vicepremier Matteo Salvini, chiarisce che il governo non vuole "raccogliere tutto e subito, ma abbiamo tante cose da fare". In diretta Facebook e in collegamento dal Trentino Alto Adige con la scuola politica della Lega a Milano aggiunge: "Sono orgoglioso di questi primi quattro mesi di governo, ma mancano altri 4 anni e mezzo. Le 'renzate' che non voglio fare sono quelle di promettere tanto e raccogliere poco. L'unico errore che non dobbiamo fare è quello di raccontarcela tra di noi". Ma critiche arrivano dall'opposizione. Il governo Lega-M5s "ha mandato in fumo, in pochi mesi, la fatica di anni degli italiani", attacca Paolo Gentiloni partecipando a Piazza Grande, l'iniziativa organizzata da Nicola Zingaretti per lanciare la sua candidatura.

Il nodo pace fiscale

Il nodo ancora da sciogliere è sulla pace fiscale. Da una parte i pentastellati dicono no a un'operazione che potrebbe configurarsi come un vero e proprio condono, dall'altra il partito di Salvini tira diritto con l'intento di portare a casa un provvedimento che sia coerente con quanto promesso. Ieri, l'unico a fornire dettagli era stato il sottosegretario alle Infrastrutture, Armando Siri (Lega). Secondo Siri la soluzione potrebbe essere vicina: i contribuenti in regola con il Fisco e che hanno difficoltà economiche potranno sanare il proprio debito vedendosi applicare un'aliquota al 25% sull'imposta dovuta senza pagare interessi e sanzioni.

L'altro nodo da sciogliere resta la soglia di debito da fissare entro cui il contribuente che ha un contenzioso con il fisco potrebbe accedere alla sanatoria: il punto di caduta potrebbe essere 200.000 euro. Secondo quanto si apprende la Lega continua a puntare a un tetto di 500.000 euro ma i pentastellati premono per scendere a 200.000 euro. Infine si sta lavorando per allargare lo stralcio delle cartelle fino a 1.000 euro oltre il 2010.

Politica: I più letti