Def: 9 miliardi per il reddito di cittadinanza e 7 per la quota cento

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Tria nella premessa del Documento: Italia deve crescere "più rapidamente del resto d'Europa". Confermati reddito di cittadinanza e riforma della Fornero, per un totale di 21,5 miliardi di impegni il prossimo anno. Al vaglio l'abolizione del patto di stabilità interno

L’obiettivo è "ambizioso ma realistico": l’Italia deve crescere "più rapidamente del resto d'Europa" e recuperare il "terreno perso negli ultimi vent'anni". A spiegarlo, nella premessa al Def, è il ministro dell'Economia Giovanni Tria che precisa come i paletti fissati ieri dal governo nella nota di aggiornamento potrebbero addirittura essere superati. Le stime del Pil per quest'anno, però, vengono riviste al ribasso, mentre quelle del prossimo triennio sono confermate rispettivamente all'1,5% per il 2019, l'1,6 per il 2020 e 1,4% nel 2021. Confermate anche alcune delle promesse dell’esecutivo giallo-verde, dal reddito di cittadinanza alla riforma della legge Fornero, per un totale di 21,5 miliardi di impegni il prossimo anno. Altro punto cruciale è quello dell’Iva: il governo è riuscito a sterilizzarne solo in parte l'aumento. Non salirà quindi nel 2019, mentre tornerà ad innalzarsi parzialmente nel biennio successivo. Al vaglio anche l'abolizione del patto di stabilità interno che limitava le capacità di intervento degli enti locali, e l’ipotesi di privatizzazioni per 10 miliardi nel 2019 e nel 2020 (LA SCHEDA DELLA MANOVRA).

9 miliardi per reddito di cittadinanza e 7 per "quota cento"

A una settimana esatta dal Consiglio dei ministri che ha approvato la Nadef, il documento è stato pubblicato il 4 ottobre e trasmesso alle Camere. Ora però il tempo stringe: la prossima settimana occorrerà passare all’esame e all’approvazione. La scadenza, al momento, è fissata per mercoledì 10 ottobre (LE TAPPE). Dopo lo scontro Salvini-Di Maio sulle cifre a disposizione per il reddito di cittadinanza, è stata confermata la dote di 9 miliardi per reddito e pensioni di cittadinanza e 7 per la "quota cento", a cui vanno aggiunti un miliardo per i centri per impiego, due per la flat tax, un miliardo per le forze dell'ordine e un miliardo e messo per i truffati delle banche. Ipotizzati anche incentivi per spingere le auto elettriche e ridurre le auto diesel e a benzina. "Con gli interventi previsti in manovra - si legge nel documento che fa da cornice alla manovra - il governo spingerà la crescita di 0,6 punti percentuali nel 2019, di 0,5 nel 2020 e di 0,3 nel 2021".

Debito non rispetta regole Ue per 2019, ma cala

Il Def però mostra anche come a peggiorare sia il deficit strutturale, cioè la misura su cui l'Ue valuta i miglioramenti dei conti pubblici dei Paesi: peggiorerà il prossimo anno di 0,8 punti percentuali passando dallo 0,9% di quest'anno all'1,7% per poi rimanere stabile su questo livello anche nel 2020 e nel 2021. Rinviato poi il pareggio di bilancio 'strutturale', previsto in precedenza nel 2020, quando "la crescita e la disoccupazione saranno tornati ai livelli precrisi". Il governo, comunque, registra una progressiva discesa del debito pubblico che passa dal 131,2% del 2017 al 126,7% del 021, attestandosi al 130,9% di quest'anno. Anche se non si esclude la possibilità di una "riduzione più accentuata" proprio su questo fronte "qualora si realizzi una maggior crescita", l’esecutivo ammette di non rispettare la cosiddetta regola del debito "dato che il rapporto debito/Pil nel 2021 è previsto eccedere il benchmark di 3,9 punti percentuali".

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