Il presidente del Pd Orfini: “Sciogliamo il partito e rifondiamolo”

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L'idea è quella di ripartire da zero: “Stracciamo lo statuto. Dobbiamo costruire una risposta che sia all'altezza della sfida”. Boccia: “Niente rinvii su congresso, va fatto immediatamente per rimettersi in cammino tutti insieme”

“Stracciamo lo statuto del Pd, sciogliamolo e rifondiamolo”. Matteo Orfini, presidente del Partito democratico, lancia la proposta di ripartire da zero alla festa di Left Wing, a Roma. “Non serve cambiare nome. Mettiamo insieme un pezzo di Paese che non condivide le politiche di questo governo: dobbiamo costruire una risposta dopo la sconfitta che sia all'altezza della sfida. Il partito com'è oggi non funziona. Mi rivolgo a tutti, basta questa distinzione con la società civile, decidiamo insieme la linea politica e la leadership", ha detto.

Boccia: congresso va fatto immediatamente

Ha parlato dello stato di salute del Partito democratico e del futuro anche il deputato dem Francesco Boccia. “Ci sono solo macerie – ha detto –. Che piaccia o no, questa è la condizione in cui siamo nel Pd e nel centrosinistra. Chi prova a negarlo o è in malafede o pensa ancora di salvarsi facendo il figurante”. Poi ha aggiunto: “Niente scherzi o rinvii sul congresso: va fatto immediatamente. Va chiuso assolutamente prima delle Europee e serve a rimettersi in cammino tutti insieme”. Secondo Boccia, “il Pd non si è fatto capire nelle periferie e, in generale, dalle fasce più in difficoltà del popolo. Il risultato finale è sotto gli occhi di tutti”. “Serve andare oltre il renzismo. Abbiamo bisogno di una discussione forte e netta nei circoli e nelle piazze. E poi potremo riprenderci i nostri elettori”, ha concluso.

Il Pd e il dibattito sulla leadership

Le parole di Boccia e la presa di posizione di Orfini, alla sesta edizione della festa di Left wing, sono arrivate al termine di una settimana in cui a tenere banco all'interno del partito è stato il dibattito su quando programmare il congresso e sopratutto su chi, a parte Nicola Zingaretti, correrà per la conquista della leadership. Gli occhi sono puntati sui renziani e sulle mosse che metterà in campo l'ex segretario Matteo Renzi. Nomi ufficiali ancora non ce ne sono, anche se in queste settimane più volte si è fatto quello dell'attuale capogruppo alla Camera Graziano Delrio, così come quello della senatrice Teresa Bellanova. In un'intervista alla Stampa Renzi non si è sbilanciato sui nomi, ma ha sottolineato come al Pd "serva un leader e non sono io".

Zingaretti: congresso prima delle Europee

Chi invece ha le idee chiare sul suo futuro è Nicola Zingaretti. Ospite della festa dell'Udc a Fiuggi, il presidente del Lazio è tornato a chiedere a gran voce che il congresso del partito si tenga prima delle elezioni europee: "Si è detto che si farà prima e sarà prima. La cosa importante - ha aggiunto - è cominciare a parlare con gli italiani di nuovo, per dire che si può cambiare, che c'è una speranza da ricostruire, che abbiamo capito che le sconfitte vanno prese sul serio, e cambiare". Per Zingaretti il partito "deve fare opposizione e ricostruire un'alternativa che oggi ancora non c'è". Non nasconde le difficoltà del momento nemmeno Lorenzo Guerini. "La traversata nel deserto è lunga, è un lavoro culturale, sociale, parlamentare", ha detto. Ma ci ha tenuto a ribadire: "Il segretario che sarà eletto sarà il segretario del mio partito".

L'intervento di Salvini: sono d'accordo

Sull'eventuale scioglimento del Partito democratico, è intervenuto anche Matteo Salvini: "Condivido la proposta del presidente del Pd", ha detto il vicepremier a un comizio a Fano.

Data ultima modifica 15 settembre 2018 ore 21:00

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