Regione Piemonte, Chiamparino annuncia: “Disponibile a ricandidarmi”

Politica
Chiamparino_Ansa

Il governatore, durante una riunione della coalizione di centrosinistra, si è detto pronto a un bis nel 2019. Poi la proposta per un movimento europeo che si contrapponga al sovranismo

Sergio Chiamparino ha sciolto le riserve e, durante una riunione della coalizione di centrosinistra che da quattro anni guida il Piemonte, si è reso disponibile a candidarsi per un secondo mandato alla guida della Regione nel 2019. "Ho dato la mia disponibilità a ricandidarmi – ha detto - per tentare di costruire una alleanza per il Piemonte. Se dovessero emergere altre figure in grado di svolgere questo compito meglio di me, la mia disponibilità diventerebbe quella di fare tutti i passi di lato necessari ad ampliare la forza della coalizione".

Chiamparino: “Abbiamo lavorato bene”

"Riteniamo di aver lavorato bene in questi anni, rimettendo la barca in grado di navigare. Ora vorremmo condurla in porto, naturalmente con tutti gli elementi di discontinuità che saranno necessari", ha aggiunto Chiamparino al termine della riunione. A quanto si apprende, i rappresentanti dei partiti della coalizione hanno accolto con soddisfazione la disponibilità del presidente. Un nuovo incontro è già stato programmato tra dieci giorni. Nel frattempo, i segretari dei singoli partiti verificheranno al loro interno il gradimento alla ricandidatura del governatore.

La proposta di un centrosinistra europeo

Chiamparino ha poi lanciato la proposta che il centrosinistra italiano, inteso in senso ampio, costruisca un movimento di respiro europeo per contrapporsi al sovranismo. "Nessuno di noi - ha detto incontrando i giornalisti dopo la riunione - nasconde le difficoltà che ci aspettano per le elezioni regionali, che si svolgeranno in contemporanea con le europee e quindi con un forte traino politico per i temi europei". "Ritengo - ha spiegato - che quella debba essere per il campo ampio del centrosinistra italiano una occasione per dare il via alla costruzione di un movimento europeo della sinistra che si contrapponga al sovranismo, che sta diventando l'arma con cui l'Occidente illusoriamente tenta di difendersi dalle difficoltà della globalizzazione”. “È un tema nazionale - ha concluso - una mia ipotesi che auspico venga presa in considerazione".

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