Migranti, Fico a Pozzallo: "Io i porti non li chiuderei"

Politica

Il presidente della Camera ha visitato l'hotspot in Sicilia: “Servono cuore e testa, qui Ong hanno fatto lavoro straordinario. Dobbiamo chiedere solidarietà Ue senza estremismi, aiutare le persone qui”. Di Maio e Salvini: parla a titolo personale

"Io i porti non li chiuderei. L'Europa tutta insieme deve farsi carico dei flussi migratori. E l'Italia non può tirarsi indietro ed è qui che vanno aiutate le persone". Il presidente della Camera Roberto Fico ha visitato l'hotspot di Pozzallo e ha dato il suo parere sul tema migranti: "Dell'immigrazione si deve parlare con intelligenza e cuore”. L’esponente del M5s ha detto che "le Ong qui a Pozzallo hanno fatto un lavoro straordinario. Me lo hanno confermato il questore di Ragusa, la prefettura e il sindaco di Pozzallo" (LO SPECIALE MIGRANTI). Da fonti vicine a Luigi Di Maio sarebbe emerso che il vicepremier ritenga quella di Fico una presa di posizione a titolo personale e che la linea del governo sia un'altra. Stessa lettura di Matteo Salvini che liquida le parole del presidente della Camera come: "Un suo punto di vista personale". "Non siamo in una caserma, - aggiunge - è giusto che ognuno esprima le proprie idee".

Visita a sorpresa

La visita di Fico è stata fatta stamani a sorpresa mentre si trovava nel Ragusano per una visita privata. E il presidente di Montecitorio ha ribadito: "Quando si parla di Ong bisogna farlo chiaramente, facendo nomi e cognomi, anche dei loro finanziatori, altrimenti non si fa una buona informazione. C'era un'inchiesta a Palermo che è stata archiviata, c'è un'inchiesta a Catania ormai da un anno che pare non cavi un ragno dal buco. Le Ong sono state fondamentali nel salvare vite umane''.

Fico: chiedere solidarietà Ue senza estremismi

Fico ha aggiunto che "come terza carica dello Stato dico che bisogna essere solidale con chi emigra, che sono storie drammatiche che toccano il cuore. Tocca all'Europa farsi carico di quest'emergenza, non solo all'Italia, e bisogna tirare fuori gli estremismi perché la solidarietà si fa insieme. Se questo è un approdo, deve essere un approdo europeo". E ancora: 'E' l'Europa tutta insieme che deve farsi carico dei flussi migratori. E l'Italia che e' un paese che si trova al confine col Mediterraneo non puo' tirarsi indietro ed e' qui che vanno aiutate le persone". 

Fico: accordi Libia? Necessarie fasi transitorie 

"Quando si fanno accordi con la Libia ci vogliono dei momenti di transizione”, ha detto Fico. "La Libia al momento non è un posto che ha sicurezza e i libici hanno bisogno di essere formati oltre ad avere bisogno di un grande supporto della Marina Italiana e delle Capitanerie di porto ma anche di qualche nave delle Ong coordinate sempre dalla Guardia Costiera. E bisogna trovare nuovi sistemi di entrata dei migranti nel nostro Paese".

Di Maio: Fico parla a titolo personale

Da quanto riporta l'Ansa, il ragionamento del vicepremier e capo politico del M5s Luigi Di Maio dopo le parole di Fico, sarebbe che il presidente della Camera abbia parlato a titolo personale. Il governo sarebbe invece compatto sulla linea in tema di immigrazione. Nessuno ha mai chiuso i porti ma c'è chiusura alle Ong che non rispettano le regole. Quelle di Fico sarebbero quindi dichiarazioni che vengono rispettate, ma che non corrispondono alla linea del governo.

Di Maio: centri di protezione nei Paesi africani

Il vicepremier del M5s Luigi Di Maio ha parlato invece in altra sede in giornata del tema migranti: "I centri che ci devono interessare sono i centri di protezione nei Paesi africani in modo tale che questa gente non prenda una nave, una barca, un gommone per attraversare il Mediterraneo". Il ministro ha detto che “personalmente” pensa “che dovremmo fare i centri nei Paesi di provenienza: è il miglior modo per aiutare queste persone e fare in modo che non debbano più fare questi viaggi della speranza, che a volte si trasformano in tragedie in mare, viaggi che le Ong purtroppo in questi anni hanno o assecondato oppure gestito senza coordinarci con la guardia costiera libica, come è successo per la LifeLine".

Di Maio: ad Ue 20 miliardi, non smentire documento

Di Maio si è detto soddisfatto dell’accordo raggiunto a Bruxelles definendolo “un'ottima base di partenza”. Poi ha aggiunto che l’Italia dà "20 miliardi di euro all'anno all’Ue. Se questi signori dopo aver firmato un documento, dopo qualche ora smentiscono quel documento, vuol dire che forse dobbiamo rivedere quei 20 miliardi, visto e considerato che non appena si ottiene un mezzo risultato questi altri Paesi subito fanno un passo indietro; forse così saremmo ancora più convincenti, visto e considerato che il tema del veto e del porre il veto vedo che preoccupa". (COSA PREVEDE L'ACCORDO DI BRUXELLES)

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