Ballottaggi, ecco come si sono comportati gli elettori di Lega e M5s

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L’Istituto Cattaneo ha studiato i flussi elettorali di 7 capoluoghi di provincia alle amministrative. Obiettivo: capire come si sono spostati i voti dal primo turno e scoprire se c’è stata una convergenza tra Carroccio e pentastellati anche a livello locale

Come si sono comportati gli elettori di Lega e M5s ai ballottaggi? (LO SPECIALE) C'è stata convergenza come a livello nazionale? Il secondo turno delle elezioni amministrative ha fatto segnare un netto successo del centrodestra, buone performance del M5s e molte sconfitte per i candidati di centrosinistra (I RISULTATI). L’Istituto Cattaneo, in una dettagliata analisi, ha scandagliato tra percentuali e numeri per tracciare una mappa dei flussi elettorali tra primo e secondo turno. Nel dettaglio sono state studiate 7 città capoluogo di provincia (tra le 14 impegnate al ballottaggio) usando la tecnica statistica del “modello di Goodman”. L’obiettivo è capire se si è verificata la convergenza “legastellata”, ovvero se gli elettori di Lega e M5s nelle varie realtà locali hanno votato seguendo la strada percorsa dai propri partiti a livello nazionale che ha dato vita al governo giallo-verde di Giuseppe Conte.

I flussi elettorali a Pisa

A Pisa ha vinto il centrodestra con Michele Conti. Secondo l’Istituto Cattaneo, la vittoria è avvenuta grazie alla conquista dei bacini elettorali del candidato civico Latrofa e del candidato pentastellato Amore. Quest’ultimo flusso di voti ha un significato politico rilevante. Il 4% dell’intero corpo elettorale (che corrisponde al 70% del bacino pentastellato) ha compiuto il passaggio dal voto ai cinque stelle al primo turno al candidato di centrodestra. A Pisa, dunque, la “convergenza” legastellata si è verificata.

I flussi elettorali ad Ancona

Ad Ancona il panorama politico del primo turno era risultato meno frammentato che a Pisa. Valeria Mancinelli, la sindaca uscente del centrosinistra, si è riconfermata riuscendo a inglobare buona parte dei voti dell’unico candidato estraneo al “tripolarismo” mentre gli elettori pentastellati sono risultati più indecisi che a Pisa. La scelta prevalente è stata quella del non-voto. Entrambi i candidati hanno perso una fetta importante di voti verso l’astensione.

I flussi elettorali a Terni

A Terni era sfida tra centrodestra (che ha vinto) e M5s. Entrambi i candidati al ballottaggio hanno perso un po’ di voti verso l’astensione (qualcosa di più il centrodestra) e i loro elettorati si sono rimescolati leggermente: il 2,3% del corpo elettorale passa dal centrodestra ai cinquestelle, il 2,1% compie il passaggio inverso. L’apparente stranezza di questi movimenti di voto, spiega l’Istituto Cattaneo, si deve al fatto che, tra primo e secondo turno, cambiano in parte gli incentivi e le motivazioni del voto. L’elettore di centrosinistra, in larga misura (7,1% del corpo elettorale), si è sentito estraneo alla sfida e non ha votato. I pochi che sono andati alle urne hanno premiato il M5s.

I flussi elettorali a Teramo

A Teramo il centrosinistra ha vinto in recupero. D'Alberto ha sfruttato il fatto che il centrodestra abbia subito una forte perdita verso l’astensione. Il vincitore ha saputo essere più attrattivo nei confronti degli elettorati di candidati che avevano raccolto una rilevante fetta di voti al primo turno, Cavallari, Di Dalmazio e Rocchetti, del Movimento 5 stelle. Per gli elettori “grillini” di Teramo l’astensione è la scelta prevalente: tra chi si è recato alle urne, il centrosinistra riceve maggiori preferenze (il 3,6% del corpo elettorale contro l’1,2% che va al centrodestra).

I flussi elettorali a Brindisi

Anche a Brindisi il centrosinistra è risultato vincente recuperando rispetto al primo turno. Come a Teramo, l’avversario di centrodestra Roberto Cavalera è stato penalizzato dalla forte emorragia subita verso l’astensione: l’8,7% del corpo elettorale, dopo aver votato il candidato di centrodestra il 10 giugno, si è astenuto. Decisivi anche gli elettori del M5s, che qui hanno premiato il centrosinistra. Il comportamento degli elettori pentastellati al secondo turno sembra non essere uniforme: se nelle città "rosse" è più probabile che i 5 stelle votino compatti contro il Pd e i suoi candidati, nelle città del Sud il voto appare meno “ideologico” e quindi più volatile, spostandosi verso destra o verso sinistra a seconda delle circostanze e dei candidati in lizza.

I flussi elettorali a Siracusa

A Siracusa ha vinto un candidato di un centrosinistra di carattere “civico”. Anche qui c'è stata un'emorragia di voti dal centrodestra verso l’astensione, il 9% del corpo elettorale. Gli elettori dei 5 stelle sono risultati ininfluenti sull’esito del ballottaggio: quasi all’unanimità hanno scelto di non andare alle urne. Il candidato “civico” di centrosinistra ha saputo attrarre invece la maggior parte dei voti degli altri, numerosi, candidati “civici”.

I flussi elettorali a Ragusa

A Ragusa, come a Terni, la sfida del ballottaggio vedeva contrapposti centrodestra e M5s. Qui, a differenza delle altre città del Sud esaminate, il centrodestra non ha perso grandi parti di elettorato verso l’astensione ed è riuscito anche ad attrarre un certo numero di elettori che al primo turno avevano scelto M5s, oltre che di quelli che avevano scelto i candidati “minori” o si erano astenuti. Tra centrodestra e 5 stelle, gli elettori di centrosinistra hanno preferito questi ultimi.

L'analisi dei flussi in uscita tra primo turno e ballottaggi

L'analisi dell'Istituto Cattaneo si concentra anche sui flussi in uscita tra primo turno e ballottaggio nelle 7 città considerate. Nel caso degli elettori che al primo turno avevano scelto M5s, in genere prevale l'astensione (Siracusa, Teramo, Brindisi). Ma ci sono spostamenti verso il centrodestra, come a Pisa, e anche verso il centrosinistra: a Teramo e Brindisi il candidato di centrosinistra ottiene la maggioranza relativa dei consensi degli elettori del M5s che al ballottaggio non si sono astenuti. L'Istituto Cattaneo ipotizza che il voto per i 5 stelle abbia caratteri diversi a seconda delle zone: più "ideologico" nelle zone "rosse" e diretto a colpire il “sistema”, identificato nel Pd; più volatile e mutevole al Sud, dove non necessariamente segue le scelte politiche dei vertici del partito. Per quanto riguarda i voti in uscita dal centrosinistra, quando il proprio candidato è presente al ballottaggio, la coalizione tiene in genere serrati i propri ranghi e limita le perdite verso l’astensione. Quando il proprio candidato non c’è, l’elettorato di questa coalizione si divide tra l'astensione, che prevale a Terni, e M5s, prevalente a Ragusa. Non sceglie quasi mai il centrodestra: si conferma dunque solida la barriera tra centrodestra e centrosinistra, anche in tempi di grandissima volatilità elettorale. I candidati del centrodestra hanno invece subito ingenti perdite verso l’astensione: in alcuni casi come Brindisi e Siracusa quasi metà di chi aveva votato questa coalizione non ha votato, mentre ad Ancona e Teramo la quota si avvicina a un quarto.

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