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Migranti, Salvini: navi delle Ong si scordino di raggiungere l’Italia

(Foto archivio Ansa)
3' di lettura

Il ministro dell’Interno torna a parlare di Lifeline, per ora respinta sia dal nostro Paese sia da Malta. “Voglio stroncare gli affari di scafisti e mafiosi”, scrive su Facebook. Il vicepremier dovrebbe andare in missione in Libia nella giornata di lunedì

"In questo momento le navi di due Ong sono nel Mediterraneo, in attesa di caricare immigrati. Le navi di altre tre Ong sono ferme in porti maltesi. Che strano". Matteo Salvini, che lunedì dovrebbe partecipare a un vertice in Libia, interviene nuovamente sui soccorsi ai migranti, scrivendo su Facebook un post in cui si legge tra l'altro che "la Lifeline, nave fuorilegge con 239 immigrati, è in acque maltesi. Queste navi si possono scordare di raggiungere l'Italia". 

Salvini dovrebbe andare in Libia lunedì

Secondo fonti governative, il ministro dell'Interno si recherà in Libia La partenza del vice premier per Tripoli - viene riferito - dovrebbe avvenire il 25 mattina. Dopo gli incontri e una breve conferenza stampa, Salvini dovrebbe fare rientro in giornata.

"Stroncare affari di scafisti e mafiosi"

Intanto sul Mediterraneo, oltre al caso dell'imbarcazione per ora respinta sia dal nostro Paese che da Malta, c’è anche la vicenda di una nave cargo danese con a bordo oltre 110 persone che aspetta l’autorizzazione per attraccare al porto di Pozzallo. E' stata rifornita di viveri e di beni di prima necessità in attesa di ricevere l'autorizzazione a entrare nel porto. Nel suo post il ministro Salvini ha concluso: "Queste navi si possono scordare di raggiungere l’Italia: voglio stroncare gli affari di scafisti e mafiosi”.

Dalla Aquarius a Lifeline: il braccio di ferro tra Italia e Malta

Lo scontro tra Italia e Malta in tema di migranti si è intensificato agli inizi di giugno con il caso della nave Aquarius della Ong SoS Mediterranee. All’imbarcazione, con a bordo 629 migranti, il ministro dell’Interno Matteo Salvini aveva negato di sbarcare nei porti italiani. Contemporaneamente il vicepremier aveva chiesto a Malta di accoglierla. Ma La Valletta aveva risposta di non averne competenza, in quanto non era l’autorità che coordinava le operazioni. Da questa doppia chiusura è nato un braccio di ferro tra Italia e Malta che ha coinvolto anche altri Paesi dell’Ue come la Francia. La situazione si è sbloccata solo quando il premier spagnolo, Pedro Sanchez, ha dato il suo ok a far sbarcare la nave dell’Ong SoS Mediterranee a Valencia. Ora a contrapporre Roma e La Valletta c’è la Ong Lifeline. Salvini ha definito la nave dell'organizzazione non governativa “fuorilegge”, mentre il ministro delle Infrastrutture, Danilo Toninelli, ha minacciato il sequestro dell'imbarcazione se dovesse entrare nel nostro territorio. L’imbarcazione della Lifeline si trova nel Mediterraneo con a bordo 239 migranti e chiede di sbarcare, ma sia Roma che La Valletta negano l’autorizzazione. Malta ha motivato il suo no dicendo di non aver “coordinato le operazioni di soccorso”. Stando a quanto riferito da fonti del governo, la Capitaneria di porto italiana ha chiesto a Malta di far attraccare la nave, confermando così le parole del ministro dei Trasporti che ha accusato: "Abbiamo fatto una richiesta ufficiale, mentono se dicono il contrario". Ma da La Valletta - come scrive Malta Today - negano che una domanda formale di accoglienza sia mai stata trasmessa.

Data ultima modifica 23 giugno 2018 ore 17:00

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