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Nardella: "Firenze riconoscerà i figli delle coppie omosessuali"

Il sindaco di Firenze, Dario Nardella (Ansa)
3' di lettura

Per il sindaco è un modo per dare “attenzione” alle persone, “perché la realtà della società civile ci pone davanti responsabilità dalle quali non possiamo scappare". L’annuncio dopo le polemiche per il no di Palazzo Vecchio al Toscana Pride del prossimo 16 giugno

Il Comune di Firenze apre al riconoscimento dei figli nati da coppie omosessuali. Ad annunciarlo è il sindaco, Dario Nardella, parlando a margine del congresso della Uil Toscana a Palazzo Vecchio. "Credo che questo atto, come quello di molti altri colleghi sindaci, sia il segno di riconoscere prima di tutto attenzione verso le persone, perché la realtà della società civile ci pone davanti responsabilità dalle quali non possiamo scappare". L’annuncio arriva dopo il contestato no del comune alla concessione del patrocinio al Toscana Pride di Siena del prossimo 16 giugno.

Nardella: “Ho ricevuto lettere toccanti da coppie omosessuali che hanno figli”

Nardella ha spiegato la decisione raccontando di aver ricevuto "lettere molto significative e toccanti di coppie omosessuali che hanno figli e che chiedono il loro riconoscimento. Visto che io credo che la nostra attenzione debba essere prima di tutto rivolta a questi bambini, mi sono convinto a procedere già a partire da oggi al riconoscimento dei figli di coppie omosessuali attraverso la trascrizione nei registri dell'anagrafe con l'indicazione di tutti e due i genitori, qualunque sia il tipo di pronuncia giudiziaria alla base. Ovvero qualunque sia il giudice, italiano o straniero".

Nessun riferimento alle parole del ministro Fontana

La decisione, ha poi puntualizzato il sindaco, non è però una risposta alle parole del nuovo ministro per la Famiglia, Lorenzo Fontana (CHI È), che, lo scorso 2 giugno, aveva negato l’esistenza per la legge delle cosiddette famiglie arcobaleno. "Credo che sia semplicemente una coincidenza”, ha spiegato il primo cittadino. “Non mi sono mai sognato di decidere l'iscrizione in risposta al ministro Fontana. Non do cosi tanta importanza al ministro Fontana". Tuttavia, ha proseguito Nardella, "ho trovato davvero inaccettabili le parole del ministro e anche curiosa la precisazione in merito al fatto che il tema trattato non facesse parte del contratto di governo. Vorrei sapere se l'Italia può parlare e discutere di tutto quello che non c'è nel contratto di governo, perché mi pare che in questo contratto di governo, a parte le cose irrealizzabili, in generale non ci sia tutto lo scibile umano". Il sindaco ha quindi aggiunto che "vorremmo avere il permesso di Salvini per parlare e discutere delle cose che sono fuori dal contratto, e magari vorremmo anche sapere l'opinione dei ministri su tutte le cose che sono fuori dal contratto di governo".

Le polemiche sul mancato patrocinio

Le parole del sindaco arrivano dopo le polemiche degli ultimi giorni sulla decisione da parte del comune di Firenze di non dare il patrocinio all’annuale gay pride regionale, il Toscana Pride, che si terrà a Siena il prossimo 16 giugno in piazza del Campo. Patrocinio che, invece, è stato assicurato dalla Regione Toscana e da molti altri comuni guidati dal Partito democratico, dai partiti di sinistra e dal Movimento 5 stelle. La scelta del comune di Firenze è stata presa dopo che, in aula, i dem hanno votato contro la concessione del patrocinio alla manifestazione con Fratelli d’Italia e Forza Italia.

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