Lega e M5s, il conto del contratto di governo potrebbe essere salato

3' di lettura

Secondo i primi calcoli, gli accordi prevedono spese fino a 70 miliardi: pesano soprattutto la Flat tax e il superamento della legge Fornero. Sul piatto anche la cosiddetta “pace fiscale”, il reddito di cittadinanza e nuovi fondi alle forze dell’ordine -  AGGIORNAMENTI

 

Il conto del programma del cambiamento giallo-verde si annuncia salato. Almeno a leggere le indiscrezioni che rimbalzano dal tavolo del Pirellone dove ieri Luigi Di Maio e Matteo Salvini, accompagnati dagli sherpa, hanno abbozzato le misure per imprimere la svolta sbandierata appena chiuse le urne (il racconto della giornata di oggi -  qui gli aggiornamenti). I primi calcoli parlano di 70 miliardi di euro in cui a fare la parte del leone è la Flat tax. Inclusa la riduzione di 9 punti dell'Ires al 15%, l'imposta pagata dalle aziende. L'accordo sulla tassa piatta, che da sola costerebbe 50 miliardi, c'è. Le aliquote potrebbero essere due, forse tre. L'ipotesi del 15% e 20% - se sotto o sopra gli 80 mila euro di reddito dovrà passare le forche caudine dei tecnici. Ma i cinque stelle vorrebbero scongiurare il rischio che lo sconto fiscale possa colpire i redditi medio-bassi. 

Il nodo pensioni

Nella lista della spesa del nuovo governo c'è anche il superamento della legge Fornero che in prima battuta potrebbe costare 5 miliardi. La controversa riforma delle pensioni non verrebbe rottamata ma riscritta introducendo due modalità per uscire dal mercato del lavoro: la "quota 100" somma dell'età anagrafica e contributiva, con un minimo di 64 anni per ritirarsi e 35 di contributi. E la "quota 41" di anzianità contributiva a prescindere dall'età. In attesa di mettere a punto la riforma potrebbe scattare uno scivolo più accessibile rispetto all'Ape dei lavoratori impegnati in attività usuranti.

Il mega condono

In autunno c'è da disinnescare la clausola di salvaguardia dell'Iva che costa 12,4 miliardi. Per dare corpo a quello che la Lega ha ribattezzato "pace fiscale" dovrebbe scattare un mega condono da 35 miliardi nel 2019 e 25 miliardi nel 2020. Anche se il colpo di spugna potrebbe far storcere il naso ai pentastellati da sempre contrari a regalie fiscali. Per mettere in campo il reddito di cittadinanza da 780 euro al mese servono 2 miliardi che serviranno a riorganizzare i Centri per l'impiego nel 2019 con il provvedimento caro ai grillini che slitterebbe al 2020.

La reintroduzione dei voucher

Sul fronte lavoro alcuni interventi sarebbero già stati concordati: per uscire dallo sfruttamento dei lavoretti verrà introdotto il salario minimo orario. E nuovi voucher, il ticket abolito nel 2017 per aggirare il referendum della Cgil. Uno strumento che il Carroccio ritiene importante per garantire ai piccoli imprenditori del nord di assumere lavoratori stagionali ma che contraddice il "niet" dei 5 stelle che all'epoca del referendum si schierarono con il sindacato di Susanna Camusso.  Sull'immigrazione si punta al superamento del trattato di Dublino e soprattutto ad una revisione delle risorse e al ricollocamento obbligatorio dei richiedenti asilo all'interno dell'Unione Europea. Per il giro di vite sulla sicurezza si pensa all'ampliamento della legittima difesa e anche più fondi per nuove assunzioni nelle forze dell'ordine.

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