Berlusconi: "Davanti a M5s gente si sente come ebrei davanti a Hitler"

Politica

Il leader di FI attacca i pentastellati dopo il loro avvicinamento al Pd, seguito al fallimento della trattativa con il centrodestra. Poi aggiusta il tiro: "Frase non mia". Salvini: "Meglio tacere". "Domani Fico incontra ancora dem e 5 Stelle

Silvio Berlusconi passa all'attacco dopo l'avvicinamento tra Movimento 5 stelle e Partito Democratico durante le consultazioni del presidente della Camera Roberto Fico, che domani riprenderanno a partire dalle 11. "Ho chiesto a delle persone come si sentissero di fronte a questa formazione politica - dice il leader di FI parlando del M5s - che non si può certo definire democratica. Uno mi dice 'credo che ci sentiamo come gli ebrei al primo apparire della figura di Hitler'". Poi il presidente di Fi ha precisato: "Il mio discorso è stato di pacificazione, ho invitato gli italiani a unirsi, tutti insieme per conservare la democrazia, la libertà e per progredire tutti insieme verso un maggiore benessere. Ho fatto un discorso assolutamente contrapposto a quella frase". 

Salvini: "Meglio tacere che dire sciocchezze"

Precisazione arrivata dopo che anche il leader della Lega Matteo Salvini ha criticato duramente la frase del leader di Forza Italia: "Berlusconi paragona i 5 Stelle ai nazisti? È meglio tacere e rispettare il voto degli italiani invece di dire sciocchezze. Io voglio dare un governo all'Italia, sono stufo di insulti, capricci e litigi".

Berlusconi: "Ho solo riferito quella frase"

Ho “solo riferito quella frase. Non pensavo nemmeno venisse registrata. Sul web la frase è stata presa come mia, ma l'ho solo riportata", ha detto Berlusconi in serata tornando sull’argomento delle parole pronunciate a Porzus. Il suo staff, inoltre, ribadisce che “la frase legata agli ebrei ed Hitler ("Mi hanno risposto che si sentono come gli ebrei al primo apparire di Hitler") è stata pronunciata da uno dei partecipanti ad un incontro del 24 aprile a Pordenone: è di tutta evidenza che questo concetto è stato semplicemente riferito". Anzi, continua la nota, quelle parole hanno “molto colpito” Berlusconi “per la gravità del contenuto. Nel riportarla, ha inteso mettere in guardia da uno stato d'animo che evidentemente è diffuso nel Paese e che bisogna assolutamente scongiurare con il ritorno del rispetto reciproco tra tutte le parti politiche”.

"M5s, l'Italia si trova di fronte a un grave pericolo"

Berlusconi, arrivato alle Malghe di Porzus (Udine) per le celebrazioni della Liberazione, sul M5S aveva anche detto: "Il linguaggio della politica non dovrebbe mai assumere toni livorosi e aggressivi verso l'avversario, dal quale è naturale dissentire, ma che non deve mai diventare un nemico". E sull'accordo per la nascita di un nuovo governo: "L'insulto, l'odio, i veti, le preclusioni verso chi rappresenta un consenso democratico non sono nello spirito del 25 aprile". In pratica, per il leader di Forza Italia, l'Italia con il M5s si trova "di fronte a un grave pericolo".

"Forze politiche hanno il dovere di essere responsabili"

Tornando sulle celebrazioni per la festa per il 25 aprile, nel 73esimo anniversario della Liberazione, Berlusconi ha messo a confronto la situazione odierna con quella dell'epoca: "Oggi i pericoli non sono quelli di allora, ma come allora vi è una diffusa stanchezza per i limiti e il cattivo funzionamento del sistema democratico". Poi un appello: "Tutte le forze politiche hanno il dovere di essere responsabili, nel linguaggio e nei comportamenti: il calcolo politico non può portare a disgregare quella convivenza democratica faticosamente acquisita settant'anni fa e mantenuta in epoche difficili, dalla guerra fredda al terrorismo. Noi siamo impegnati in questo", ha concluso Berlusconi.

Domani secondo giro di colloqui per Fico con Pd e M5s

Per domani, 26 aprile, è stato annunciato il calendario del nuovo giro di consultazioni di Fico per un nuovo sondaggio con Pd e M5s dopo l'avvicinamento della prima tornata: la delegazione dem è convocata per le ore 11, quella pentastellata è attesa per le 13. Poi in giornata Fico si recherà al Quirinale per riferire al capo dello Stato sull'esito degli incontri.

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