Pd, tensione sulle liste. Salta presentazione della Boschi a Bolzano

Politica
Boschi_Getty

Renzi nella direzione nazionale del partito deve trovare un accordo con la minoranza interna. Intanto Giachetti scrive al segretario: “Rinuncio al paracadute del plurinominale”

L’ election day del 4 marzo si avvicina e nel Partito Democratico tiene banco la questione candidature, con Matteo Renzi che si confronta con la minoranza interna. Questo ha fatto slittare la presentazione della candidatura di Maria Elena Boschi a Bolzano, dove correrà nel collegio uninominale. Intanto, il vicepresidente della Camera Roberto Giachetti ha dichiarato di voler rinunciare al “paracadute del plurinominale” e ha chiesto a Renzi di potersi giocare l’ingresso nel prossimo parlamento candidandosi a Roma.

Boschi a Bolzano, slitta la presentazione

Le trattative ancora in corso tra il segretario del Pd e la minoranza del partito hanno quindi fatto saltare la presentazione della candidatura di Elena Maria Boschi. L'arrivo della sottosegretaria nel capoluogo altoatesino era atteso per il pomeriggio di oggi. All'ultimo, la direzione nazionale del Pd è stata spostata alle 16 di oggi per consentire al segretario di trovare un accordo soprattutto con la corrente interna che fa capo al ministro della Giustizia Andrea Orlando. Gli orlandiani, spalleggiati anche dal governatore della Puglia, Michele Emiliano, hanno giudicato “non accettabile” la proposta di Renzi e chiedono una miglior “distribuzione territoriale” delle candidature della minoranza del Pd. Tensioni, queste, che hanno fatto posticipare l’arrivo della Boschi a Bolzano a lunedì prossimo, 29 gennaio.

Giachetti: “Rinuncio al paracadute del plurinominale”

A far discutere nel Pd c’è anche la richiesta di Roberto Giachetti di non esser candidato in un collegio plurinominale, quello che assicura una elezione certa nel prossimo parlamento, e per questo chiamato “paracadute”. Il vice presidente della Camera ha spiegato le sue motivazioni in un lungo post sulla sua pagina Facebook indirizzato a Renzi. "Rinuncio al plurinominale. Rinuncio al paracadute", scrive Giachetti. "Ti chiedo di lasciarmi libero di giocarmela senza paracadute, senza reti di protezione, senza garanzie. Io e la mia città, io ed il territorio dove vivo da 50 anni, io ed il mio amore per la mia città e per la politica", scrive l’esponente dem.

“Sento che il paracadute mi sta troppo stretto”

"In tutti i prospetti che girano sulle candidature c'è una casella sul proporzionale con un nome certo: Giachetti. Sarei ipocrita se ti dicessi che la cosa non mi faccia piacere: penso che, in qualche modo, sia il riconoscimento di un impegno nel partito, e più in generale in politica, che mai mi era stato riconosciuto in passato. Di questo non posso che ringraziare, di cuore e con il cuore, sia te che hai creduto in me fin dall'inizio quando davvero ci conoscevamo assai poco, che Paolo (Gentiloni, ndr) che invece mi conosce da una vita e che per una vita mi ha sostenuto anche nelle mie battaglie a lui più estranee", ha scritto Giachetti. "Bene: sento dentro di me che quella casella (il paracadute) mi sta troppo stretta", ha spiegato ancora, ribadendo poi: "Non lo voglio. Conosco bene i tantissimi problemi che abbiamo nel cercare di trovare una quadra per garantire la presentazione di liste competitive in grado di tenere insieme la conferma di chi tanto si è impegnato in questi anni per dare impulso alla ripresa che si sta manifestando e la necessità di linfa nuova. So bene che la quadra sarà comunque dolorosa. Allora penso che sia mio dovere fare l'unica cosa che potrebbe rappresentare un valore aggiunto per il centro sinistra e non la penalizzazione di un vero rinnovamento". 

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