Il Whistleblowing è legge: tutele per chi denuncia i corrotti

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La norma protegge dalle ritorsioni e garantisce anonimato ai lavoratori che rivelano reati o irregolarità, sia nella pubblica amministrazione che nel settore privato

Anche l'Italia ha una legge sul Whistleblowing: chi segnala reati o irregolarità nel lavoro pubblico o privato, a partire da casi di corruzione, sarà tutelato dall'anonimato e dalla garanzia di non avere ritorsioni e discriminazioni. La Camera ha approvato la legge in via definitiva con 357 sì, 46 contrari (di Forza Italia e Direzione Italia) e 15 astenuti.

Cosa prevede la legge

La legge su Whistleblowing integra la normativa sulla tutela dei lavoratori del settore pubblico che segnalino illeciti e introduce forme di protezione analoghe anche nel settore privato. In particolare, il dipendente che segnala all'Autorità nazionale anticorruzione o denuncia all'autorità giudiziaria condotte illecite, di cui sia venuto a conoscenza grazie al proprio rapporto di lavoro, non potrà essere sanzionato, demansionato, licenziato, trasferito o sottoposto ad altra misura organizzativa che potrebbe avere effetti negativi. L'identità del segnalante non può essere rivelata. Inoltre rigurado a eventuali atti discriminatori o ritorsivi, spetterà al datore di lavoro dimostrare che le misure discriminatorie siano motivate da ragioni estranee alla segnalazione da parte del dipendente. 

Il percorso della legge

La legge, firmata dalla deputata del M5S Francesca Businarolo, ha avuto un lungo percorso, come ricostruito da Transparency International, la Ong che ha contribuito alla promozione di una norma sul Whistleblowing. Le prime norme in favore di chi denuncia sono state introdotte nella legge anti-corruzione, nel 2012. La prima proposta organica sul Whistleblowing risale al 2013. Il 21 gennaio 2016, il ddl viene approvato dalla Camera. Il passaggio al Senato, però, tarda ad arrivare. L'Organizzazione lancia due campagne, #Vocidigiustizia e #Fuorilavoce, e incontra il presidente di Palazzo Madama Pietro Grasso per chiedere la calendarizzazione della norma. Il sì del Senato è del 18 ottobre scorso, con il via libera definitivo arrivato oggi, 15 novembre, dopo un secondo passaggio a Montecitorio. “Oggi è un giorno molto importante”, afferma Virginio Carnevali, presidente di Transparency International Italia. “La corruzione è la principale piaga del nostro Paese e finalmente abbiamo un'arma in più per sconfiggerla”.

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