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Palermo, vince Orlando: "Risultato migliore tra grandi città"

Politica

Il sindaco uscente dovrebbe aver raggiunto il quinto mandato senza ballottaggio. "Modello di civismo politico d'esempio per altre realtà", dice. Dietro di lui Ferrandelli (centrodestra) e Forello (M5S). Affluenza al 52,6%. LIVEBLOGSPOGLIO-SPECIALE

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Leoluca Orlando, sindaco uscente, sembra correre verso la vittoria a Palermo al primo turno di queste Comunali (LIVEBLOGSPOGLIO - SPECIALE). Per lui si prospetta un risultato netto e si tratterebbe del quinto mandato, non consecutivo. Orlando aveva 38 anni quando per la prima volta, era il 1985, fu nominato sindaco; quest'anno, il primo agosto, compirà 70 anni. Il “professore”, grazie anche alle norme siciliane che abbassano la soglia per essere eletti al primo turno al 40 per cento, dovrebbe farcela senza ballottaggi. Dietro di lui, staccati di molto, Fabrizio Ferrandelli (sostenuto anche da Forza Italia e dai “cuffariani”) e Ugo Forello, il candidato dei 5stelle. A scrutinio ancora in corso, Orlando si attesterebbe attorno al 46%. A Palermo, dove i candidati erano sei, ha votato il 52,6 per cento degli elettori. Alle comunali del 2012 aveva votato il 63,19 per cento.

Orlando: "Risultato migliore tra grandi città"

“In attesa di ulteriori conferme, i risultati di Palermo sono i migliori tra tutte le grandi città italiane, questi risultati ci hanno premiati e ci spingono ad andare avanti. Voglio dire grazie a tutti coloro che hanno condiviso quella che sembrava una follia, una cosa fuori dall'ordine normale delle cose”, ha aggiunto (VIDEO). “Questo risultato – ha detto ancora –basta per avere conferma della bontà dell'amministrazione di questi anni, che è stata riconosciuta dai palermitani che chiedono di non fermare il cambiamento dopo i 10 anni disastrosi di governo di centrodestra”.

Orlando: "Modello di riferimento per altre realtà"

“Questa esperienza politica deve continuare ed è un modello di riferimento per tante altre realtà del nostro Paese, è un modello di civismo politico che è alternativo ai velleitarismi e alle logiche soffocanti degli apparati”, ha detto a caldo Orlando (VIDEO), prima ancora che i risultati siano definitivi, arrivando nella sede del comitato elettorale allestito all'hotel Borsa di Palermo. Qui l'attuale sindaco è stato accolto da lunghi applausi.

L'ampia coalizione

“Il mio partito si chiama Palermo”, ha concluso Orlando. Che attorno a sé non ha voluto simboli di partito, creando un’ampia coalizione con sette liste e aggregando oltre alla sinistra, che lo aveva sostenuto cinque anni fa, anche il Pd (all'opposizione nella consiliatura appena terminata), i centristi di Casini, buona parte di Ap e Sicilia futura dell'ex ministro Totò Cardinale.

"L'ultima volta che mi candido"

In campagna elettorale Orlando ha puntato molto sulla riqualificazione della città, che sarà Capitale della cultura del 2018. A partire dai trasporti, con l'apertura di tre linee di tram e la progettazione di nuove tratte per collegare le periferie al centro. La sua amministrazione, nonostante non poche polemiche, è riuscita a pedonalizzare alcune piazze e strade del centro storico, iniziative apprezzate da commercianti e dai turisti. Altra misura, che aveva sollevato polveroni, è stata l'istituzione della Ztl (zone a traffico limitato) in un'area delimitata del centro. Interventi avviati dopo aver rimesso a posto aziende pubbliche decotte, come quelle per la raccolta dei rifiuti. A chi durante la campagna elettorale gli ha rimproverato di essere stato sempre un uomo solo al comando e di non aver “allevato” successori, Orlando ha promesso: “È l’ultima volta che mi candido, preparerò il terreno per il mio erede nel 2022”.