Berlusconi: "E' un golpe bianco". Bersani: "Parole eversive"

Politica
Il premier come Giustiniano: l'immagine con cui Il Foglio illustra l'intervista a Silvio Berlusconi
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In un'intervista al Foglio, il premier commenta le vicende legate al caso Ruby e il rapporto tra politica e magistratura: "Chi predica una Repubblica della virtù con toni puritani ha in mente una democrazia autoritaria". L'opposizione protesta

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"Dalle cronache di questi giorni si capisce che i pubblici ministeri e i giornali o i talk show della lobby antiberlusconiana, che trascina con sé un’opposizione senza identità propria, si muovono di concerto: si passano le carte, non si comprende in base a quale norma, come nell’inchiesta inaccettabile di Napoli; oppure, come è avvenuto a Milano, scelgono insieme i tempi e i modi per trasformare in scandalo internazionale inchieste farsesche e degne della caccia spionistica alle ‘vite degli altri’ che si faceva nella Germania comunista".
E' questo uno dei passaggi più significativi dell'intervista rilasciata da Silvio Berlusconi a Giuliano Ferarra, che sarà pubblicata venerdì 11 gennaio dal Foglio.

"Golpe morale" -
Nell'intervista, che affronta le ultime vicende legate al caso Ruby, Berlusconi sostiene che “stavolta c’è una coscienza pubblica diffusa dell’intollerabilità costituzionale e civile di un siffatto modo di procedere, il famoso golpe bianco, anche perché abbiamo un presidente che è un galantuomo, e allora ricorrono a quello che lei, caro direttore, ha chiamato ‘golpe morale’. E’ per questo che nel documento del Popolo della Libertà si parla di eversione politica. E’ un giudizio tecnico, non uno sfogo irresponsabile”.
Il premier è comunque ottimista: “Non ce la faranno, però, intanto perché c’è un giudice a Berlino, e io ho fiducia di trovarlo, e poi perché in una democrazia il giudice di ultima istanza, quando si tratta di decidere chi governa, è il popolo elettore e con esso il Parlamento, che sono i soli titolari della sovranità politica”.

"Ho affrontato vittoriosamente decine di processi" - Berlusconi interviene poi sul rapporto tra politica e giustizia: “I padri costituenti - dice - avevano stabilito saggiamente che prima di procedere contro un parlamentare si dovesse essere certi, attraverso un voto della sua Camera di appartenenza, che si era liberi dal sospetto di accanimento o persecuzione politica. Era un filtro tra i poteri autonomi dell’ordine giudiziario e la sovranità e autonomia della politica. Io ho già affrontato vittoriosamente decine di processi e affronterei serenamente qualsiasi altro processo. Da cittadino privato me la caverei senza problemi, con accuse così ridicole. Ma io resisto perché, come sempre nella mia storia, l’attacco al mio privato è in realtà un attacco al ruolo pubblico che svolgo, alla mia testimonianza democratica”.

"Chi mi attacca ha in mente una democrazia autoritaria" - “Chi, come voi dite, predica una Repubblica della virtù con toni puritani e giacobini -  afferma Berlusconi - ha in mente una democrazia autoritaria, il contrario di un sistema fondato sulla libertà, sulla tolleranza, su una vera coscienza morale pubblica e privata.
Io, qualche volta, sono come tutti anche un peccatore, ma la giustizia moraleggiante che viene agitata contro di me è fatta per ‘andare oltre’ me, come ha detto il professor Zagrebelsky al Palasharp. E’ fatta per mandare al potere attraverso un uso antigiuridico del diritto e della legalità, l’idea di cultura, di civiltà e di vita, di una élite che si crede senza peccato, il che è semplicemente scandaloso, è illiberalità allo stato puro”.

Bersani: "Da Berlusconi parole eversive" - E a stretto giro di replica arrivano i primi commenti dell'opposizione. "Se, come dice Berlusconi, le sue dichiarazioni nell'intervista rilasciata al Foglio non sono uno sfogo, allora si tratta di parole semplicemente eversive". commenta il segretario del Partito democratico. "Se nella maggioranza c'è qualcuno che ha a cuore le sorti del Paese - aggiunge l'ex ministro- dica qualcosa perché ci si sta avvicinando rapidamente alla soglia di allarme; si pronunci nel Paese chiunque ha la possibilità di far sentire la sua voce".
Quindi il segretario del Pd si rivolge alle forze di opposizione: "Hanno il dovere di rinserrare le fila, di costruire un'iniziativa comune, e, come chiediamo da tempo, di rivolgersi agli italiani stanchi e turbati con la generosità di una proposta nuova e unitaria".

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