Un libro edito da Aliberti raccoglie le barzellette raccontate dai parlamentari alla trasmissione radiofonica "Un giorno da pecora", condotta da Caludio Sabelli Fioretti e Giorgio Lauro. Leggi le battute di Casini, Bocchino, Capezzone e Penati
Italo Bocchino, deputato Pdl e Pier Ferdinando Casini, deputato Udc
(nota degli autori: "Italo Bocchino e Pierferdinando Casini hanno raccontato la stessa, quella di due piloti d’aeroplano ciechi, in tempi non sospetti prefigurando percorsi e destini politici comuni)
I piloti più bravi d’Italia
All’aeroporto di Milano Malpensa, in una lunga fila di check in di un volo Milano-New York, un passeggero nota una persona con un’uniforme da pilota e con il tipico bastone bianco usato dai non vedenti che entra nella cabina di pilotaggio.
Piuttosto stupito, il passeggero si guarda intorno e vede un altro pilota, apparentemente cieco, salire a bordo. Preoccupato, si dirige verso una hostess della compagnia aerea e domanda: «Scusi signorina, ma chi sono quei due ciechi vestiti da pilota?»
La hostess lo tranquillizza assicurandogli che, seppure ciechi, si tratta dei due più grandi piloti italiani che esistono, e che con le moderne tecnologie a disposizione anche un cieco può pilotare un aereo. La notizia si sparge rapidamente tra gli altri passeggeri, i quali s’imbarcano preoccupatissimi. L’aereo si allinea e comincia la lunga corsa per il decollo. Ma, dopo svariati chilometri, l’aereo non si alza e continua ad accelerare.
La pista sta quasi per finire e i passeggeri, in preda al panico, cominciano a gridare forte, quando ad un metro dalla fine della pista l’aereo finalmente s’innalza. I passeggeri tirano un sospiro di sollievo e dalla cabina di pilotaggio il pilota commenta con il copilota: «Il giorno che non strillano siamo fottuti!».
Filippo Penati, Pd
Barzelletta su Bonaiuti
Questa barzelletta l’ha raccontata il presidente Berlusconi quando siamo andati a trovarlo al San Raffaele, in seguito alla ferita riportata nell’attentato della statuetta del Duomo. Prendeva in giro Bonaiuti, che era presente nella stanza. La barzelletta è la seguente:
Bonaiuti è seduto in un tavolino di un bar all’aperto con un altro uomo. Vede arrivare una bellissima donna e dice al suo amico: «Caspita, che bella donna! Me la farei…» E il vicino gli risponde: «Ma quella è mia moglie!» E Bonaiuti: «Ah, ma pagando!».
Daniele Capezzone, Portavoce del Pdl
Berlusconi tra Inferno e Paradiso
Un brutto giorno, a centoventi anni, Silvio Berlusconi viene a mancare. È una scomparsa prematura, a soli centoventi anni…Naturalmente va subito in Paradiso, dove viene ricevuto con tutti gli onori da san Pietro, che lo abbraccia e gli si rivolge con un rispetto assoluto: «Dottor Berlusconi, noi la aspettavamo qui…Il nostro gruppo è ammirato per quello che lei ha fatto nella sua vita come imprenditore, come politico, come uomo di sport…E per lei abbiamo immaginato una procedura eccezionale, mai concessa a nessuno. Abbiamo automaticamente escluso il Purgatorio, e le lasciamo scegliere fra Paradiso e Inferno. Ha la possibilità di fare una mezza giornata di prova sia all’Inferno che in Paradiso, e poi sarà lei a scegliere».
Berlusconi è lusingato da questa possibilità, accetta volentieri, e dice: «Allora, proverò la mezza giornata all’Inferno, poi torno qui e faccio quella in Paradiso, così poi decidiamo». Un ascensore lo porta all’Inferno, si aprono le porte e Berlusconi vede uno scenario meraviglioso: campi da golf, signorine, tanti amici dell’editoria, della politica… Satana che lo invita a un pranzo eccezionale, fiumi di vino meraviglioso… Berlusconi rimane molto impressionato, e Satana gli dice: «Spero che lei scelga noi… Ha visto che meraviglia!»
Berlusconi risale l’ascensore e va a fare la mezza giornata di prova in Paradiso. E lì, diciamo la verità, si rompe le palle alla grande: su una nuvoletta c’è Capezzone che suona l’arpa, su altre tre nuvolette i coordinatori del Pdl, una rottura di scatole micidiale per tutto il pomeriggio. Va da san Pietro e dice: «Senta, io ho provato entrambi, non si offenda ma io sceglierei l’Inferno, perché è molto meglio!»
«È sicuro?» chiede san Pietro «ha scelto?»
«Sì sì, vada per l’Inferno!» dice Berlusconi.
Si salutano, e il premier prende l’ascensore che lo porta all’Inferno, non per mezza giornata ma per l’eternità. Si aprono le porte, e l’Inferno di prima non c’è più: spariti i campi dal golf, sparite le signorine, spariti gli amici. Rimane solo una landa desolata, cumuli d’immondizia, caos totale… Berlusconi capisce che è stato vittima di una fregatura colossale. Chiede un incontro con Satana e lui, con sguardo satanico, dice: «Caro Berlusconi, prima era campagna elettorale, adesso lei ha già votato per noi e le cose sono cambiate!».
© 2010 Aliberti editore. Tutti i diritti riservati
Tratto da Claudio Sabelli Fioretti, Giorgio Lauro, Alice Gioia, Diego Giuliani, Onorevoli Risate, Aliberti Editore, pp. 180, euro 13.
(nota degli autori: "Italo Bocchino e Pierferdinando Casini hanno raccontato la stessa, quella di due piloti d’aeroplano ciechi, in tempi non sospetti prefigurando percorsi e destini politici comuni)
I piloti più bravi d’Italia
All’aeroporto di Milano Malpensa, in una lunga fila di check in di un volo Milano-New York, un passeggero nota una persona con un’uniforme da pilota e con il tipico bastone bianco usato dai non vedenti che entra nella cabina di pilotaggio.
Piuttosto stupito, il passeggero si guarda intorno e vede un altro pilota, apparentemente cieco, salire a bordo. Preoccupato, si dirige verso una hostess della compagnia aerea e domanda: «Scusi signorina, ma chi sono quei due ciechi vestiti da pilota?»
La hostess lo tranquillizza assicurandogli che, seppure ciechi, si tratta dei due più grandi piloti italiani che esistono, e che con le moderne tecnologie a disposizione anche un cieco può pilotare un aereo. La notizia si sparge rapidamente tra gli altri passeggeri, i quali s’imbarcano preoccupatissimi. L’aereo si allinea e comincia la lunga corsa per il decollo. Ma, dopo svariati chilometri, l’aereo non si alza e continua ad accelerare.
La pista sta quasi per finire e i passeggeri, in preda al panico, cominciano a gridare forte, quando ad un metro dalla fine della pista l’aereo finalmente s’innalza. I passeggeri tirano un sospiro di sollievo e dalla cabina di pilotaggio il pilota commenta con il copilota: «Il giorno che non strillano siamo fottuti!».
Filippo Penati, Pd
Barzelletta su Bonaiuti
Questa barzelletta l’ha raccontata il presidente Berlusconi quando siamo andati a trovarlo al San Raffaele, in seguito alla ferita riportata nell’attentato della statuetta del Duomo. Prendeva in giro Bonaiuti, che era presente nella stanza. La barzelletta è la seguente:
Bonaiuti è seduto in un tavolino di un bar all’aperto con un altro uomo. Vede arrivare una bellissima donna e dice al suo amico: «Caspita, che bella donna! Me la farei…» E il vicino gli risponde: «Ma quella è mia moglie!» E Bonaiuti: «Ah, ma pagando!».
Daniele Capezzone, Portavoce del Pdl
Berlusconi tra Inferno e Paradiso
Un brutto giorno, a centoventi anni, Silvio Berlusconi viene a mancare. È una scomparsa prematura, a soli centoventi anni…Naturalmente va subito in Paradiso, dove viene ricevuto con tutti gli onori da san Pietro, che lo abbraccia e gli si rivolge con un rispetto assoluto: «Dottor Berlusconi, noi la aspettavamo qui…Il nostro gruppo è ammirato per quello che lei ha fatto nella sua vita come imprenditore, come politico, come uomo di sport…E per lei abbiamo immaginato una procedura eccezionale, mai concessa a nessuno. Abbiamo automaticamente escluso il Purgatorio, e le lasciamo scegliere fra Paradiso e Inferno. Ha la possibilità di fare una mezza giornata di prova sia all’Inferno che in Paradiso, e poi sarà lei a scegliere».
Berlusconi è lusingato da questa possibilità, accetta volentieri, e dice: «Allora, proverò la mezza giornata all’Inferno, poi torno qui e faccio quella in Paradiso, così poi decidiamo». Un ascensore lo porta all’Inferno, si aprono le porte e Berlusconi vede uno scenario meraviglioso: campi da golf, signorine, tanti amici dell’editoria, della politica… Satana che lo invita a un pranzo eccezionale, fiumi di vino meraviglioso… Berlusconi rimane molto impressionato, e Satana gli dice: «Spero che lei scelga noi… Ha visto che meraviglia!»
Berlusconi risale l’ascensore e va a fare la mezza giornata di prova in Paradiso. E lì, diciamo la verità, si rompe le palle alla grande: su una nuvoletta c’è Capezzone che suona l’arpa, su altre tre nuvolette i coordinatori del Pdl, una rottura di scatole micidiale per tutto il pomeriggio. Va da san Pietro e dice: «Senta, io ho provato entrambi, non si offenda ma io sceglierei l’Inferno, perché è molto meglio!»
«È sicuro?» chiede san Pietro «ha scelto?»
«Sì sì, vada per l’Inferno!» dice Berlusconi.
Si salutano, e il premier prende l’ascensore che lo porta all’Inferno, non per mezza giornata ma per l’eternità. Si aprono le porte, e l’Inferno di prima non c’è più: spariti i campi dal golf, sparite le signorine, spariti gli amici. Rimane solo una landa desolata, cumuli d’immondizia, caos totale… Berlusconi capisce che è stato vittima di una fregatura colossale. Chiede un incontro con Satana e lui, con sguardo satanico, dice: «Caro Berlusconi, prima era campagna elettorale, adesso lei ha già votato per noi e le cose sono cambiate!».
© 2010 Aliberti editore. Tutti i diritti riservati
Tratto da Claudio Sabelli Fioretti, Giorgio Lauro, Alice Gioia, Diego Giuliani, Onorevoli Risate, Aliberti Editore, pp. 180, euro 13.