Licata, chiedeva il pizzo millantando di essere mafioso: arrestato

Sicilia

Attraverso intimidazioni, l'uomo avrebbe chiesto somme che oscillavano dai 50 ai 200 euro. Almeno cinque - stando all'accusa - le estorsioni consumate o tentate in un breve lasso di tempo. A denunciarlo sono state le vittime stesse

I carabinieri del nucleo Operativo hanno arrestato a Licata un 45enne, C.O., con l’accusa di estorsione. L’indagato, millantando parentele mafiose, avrebbe costretto due imprenditori a cedergli del denaro, anche attraverso delle intimidazioni, mentre era agli arresti domiciliari. A formalizzare la denuncia sono state le stesse vittime. Il pregiudicato, evidenziando "d'essere da poco uscito da galera", avrebbe chiesto somme che oscillavano dai 50 ai 200 euro. Almeno cinque - stando all'accusa - le estorsioni consumate o tentate in un breve lasso di tempo. Le indagini sono state coordinate dal pm Cecilia Baravelli, titolare del fascicolo d'inchiesta, che ha chiesto al gip Stefano Zammuto la misura cautelare della custodia in carcere.

Le denunce

"Non capita tutti i giorni, a queste latitudini, di riuscire a portare imprenditori alla denuncia. Anche questo rientra nella funzione sociale dell'Arma dei carabinieri: stare vicino a chi decide di fare il passo della denuncia, aiutandoli e dando una risposta immediata. Auspichiamo che si facciano avanti ulteriori vittime, quindi le indagini proseguiranno". Queste le parole del capitano dei carabinieri Francesco Lucarelli, comandante della compagnia dell'Arma di Licata, durante la conferenza stampa dopo l'operazione. “Quanto denunciato dagli imprenditori  ha trovato riscontro nelle attività investigative perché attraverso impianti di videosorveglianza di altre ditte siamo riusciti ad acquisire - ha spiegato il tenente Carmelo Caccetta, che coordina il nucleo Operativo e Radiomobile della compagnia di Licata - immagini in cui si vede proprio una vittima che mette le mani in tasca e gli da' i soldi all’indagato".

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