Etna, riapre l’aeroporto di Catania. Città coperta dalla cenere

Sicilia
Foto di Andrea Chisari

Lo scalo ha ripreso l'attività a partire dalle 9, come deciso dall'unità di crisi dopo la bonifica della pista. In corso da ieri sera le operazioni di pulizia di strade e marciapiedi del capoluogo etneo

Riapre questa mattina l’aeroporto di Catania dopo la chiusura di ieri sera a seguito della spettacolare eruzione dell’Etna (LE FOTO), che ha coperto la città e diversi centri della provincia con uno strato di cenere e lapilli. Lo scalo ha ripreso la piena attività a partire dalle 9, come deciso dall'unità di crisi, consentendo così l'arrivo del volo EasyJet proveniente da Milano Malpensa. Le operazioni di bonifica della pista sono andate avanti tutta la notte con l'impiego di sei spazzatrici e di due mezzi per il supporto tecnico, oltre che di dieci unità che hanno lavorato incessantemente per rimuovere la grande quantità di cenere vulcanica. Intanto, l'Ingv ha abbassato l'allerta 'Vona' (Volcano Observatory Notice for Aviation) per lo spazio aereo, passato dal rosso all’arancione.

Ieri sera, "considerata la copiosa caduta" di materiale, per tutelare l’incolumità pubblica il sindaco di Catania, Salvo Pogliese, aveva disposto, tramite un’ordinanza, il divieto alla circolazione per i mezzi a due ruote e il limite massimo di velocità di 30 km per automobili e autocarri.

In corso la pulizia della città

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Spettacolare eruzione dell'Etna, boati e cenere su Catania. FOTO

Intanto, sono in corso da ieri sera le operazioni di pulizia della città. Squadre di operatori ecologici sono al lavoro senza sosta per ripulire strade, marciapiedi e aree ricoperte dalla cenere. Il Comune ha spiegato che l'iniziativa è stata attivata su input del sindaco Pogliese e dell'assessore all'Ecologia Fabio Cantarella, secondo un piano redatto insieme con la Dusty, la ditta che si occupa della raccolta differenziata dei rifiuti in città. Tra i macchinari utilizzati 20 spazzatrici e diversi soffiatori utili soprattutto per i marciapiedi. "Contiamo - hanno detto Pogliese e Cantarella - di chiudere le operazioni di pulizia in pochissimi giorni grazie all'attività ininterrotta degli operatori, così da rimettere in sicurezza le strade cittadine. In questa fase raccomandiamo a tutti la massima prudenza". 

La raccolta dei sacchetti contenenti la cenere caduta su balconi, spazi condominiali e giardini sarà eseguita dalla DustyNella zona servita dal 'porta a porta', la cenere dovrà essere sistemata in sacchetti di piccole dimensioni da esporre domenica sera, con la frazione del vetro che andrà però disposta in contenitori separati. Il materiale sarà raccolto lunedì mattina. Nelle zone servite dalla raccolta stradale di prossimità, che costituiscono l'85 per cento di tutta l'area cittadina, i sacchetti di cenere andranno posizionati accanto ai cassonetti, come disposto dall'ordinanza sindacale del 16 febbraio. Per il materiale recuperato, che costituisce rifiuto speciale, si prevede un utilizzo in parte nell'ambito del verde pubblico e in parte nel settore dell'edilizia, anche per abbattere gli ingenti costi del conferimento in discarica.

L'eruzione

L’eruzione

A partire dalle 16:10, l’Etna ha dato vita, per circa un'ora, a una fase “parossistica” dal cratere di Sud-Est con fontane di lava incandescente alte diverse centinaia di metri e una colata che si è riversata nella desertica Valle del Bove, raggiungendo quota 1.700 metri, lontana da centri abitati. L'effetto più evidente anche da Taormina e dalla costa siracusana è stata la colonna eruttiva, spiega l'Ingv-Oe di Catania, "che si è alzata di alcuni chilometri sopra la cima del vulcano e, spinta dal vento verso sud, ha causato ricadute del materiale piroclastico sui centri abitati fino a Catania e nel Siracusano, a decine di chilometri di distanza dall'Etna".

“Gli episodi parossistici  - riferisce l’Istituto - sono un fenomeno tipico dell'attività eruttiva recente dell'Etna. Dal 1977 ad oggi sono avvenute centinaia di episodi simili a quello di oggi, tra cui l'eccezionale sequenza di 66 parossismi fra gennaio ed agosto 2000, e una cinquantina di parossismi fra il 2011 e il 2013". Eventi eruttivi parossistici come quello avvenuto ieri all'Etna non costituiscono certo una novità per quel vulcano, che negli ultimi decenni ha prodotto centinaia di eventi simili. Lo rileva l'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv) sottolineando che sono fenomeni naturali che benché importanti e spettacolari, quasi sempre non costituiscono pericolo per le popolazioni etnee. Tuttavia, osservano dall'Ingv, la nube piroclastica che si forma nel corso di queste eruzioni può innalzarsi in atmosfera per vari chilometri condizionando il traffico aereo nel Mediterraneo centrale. Allo stesso tempo, la cenere che ricade al suolo può rendere pericolosa la circolazione dei veicoli sulla rete stradale e può determinare anche un temporaneo mutamento dell'aria delle zone interessate.

Ingv: "Attività notturna sul vulcano, cessata all'alba"

Una continua attività stromboliana è stata registrata tra la notte scorsa e l'alba dalla bocca orientale del Cratere di Sud-Est dell'Etna. Il fenomeno è quasi completamente cessato alle 07:15. E' quanto emerso dal monitoraggio dell'Ingv-Osservatorio etneo di Catania che ha rilevato anche sporadiche esplosioni dal cratere Voragine, in particolare alle 04:20, alle 04:35 e alle 04:44. Dalle 20 circa di ieri sera l'ampiezza media del tremore vulcanico si è stabilizzata all'interno dell'intervallo dei valori medi, accennando tra le 4 e le 5 di oggi ad un lieve incremento. Successivamente, il parametro ha mostrato un graduale decremento con il quale ha quasi raggiunto da circa due ore valori quasi al passaggio con il livello basso. La localizzazione del tremore vulcanico sta interessando l'area dei crateri sommitali, risentendo delle varie sorgenti che si 'accendono' al di sotto di ogni singolo cratere attivo, nell'intervallo di profondità compreso tra i 2.500 e 2.800 metri. Durante la fase di leggero incremento dell'ampiezza del tremore la sorgente del tremore era principalmente localizzata al di sotto del Cratere di Sud-Est. Relativamente ai segnali infrasonici, dopo la bassa attività che ha caratterizzato le ore immediatamente successive all'episodio di fontana di lava di ieri, nella tarda serata si è registrata una ripresa dell'attività esplosiva, che dalle prime ore di oggi è diventata ancora più intensa, con un elevato tasso di accadimento e di energia dei transienti fino alle 7 circa. Successivamente, fino al momento attuale, l'attività infrasonica è in decremento. I dati di deformazione delle reti Gps e clinometrica non mostrano variazioni significative.

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