Etna, debole fontana di lava dal cratere Sud-Est. VIDEO

Sicilia
©Fotogramma

Dopo l’attività eruttiva di ieri sera, l’energia è diminuita. Permangono sporadiche emissioni di cenere, che sono disperse rapidamente dai venti in quota, come rileva l'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia-Osservatorio etneo

La spettacolare attività eruttiva dell’Etna di ieri sera, con un'intensa attività stromboliana prodotta dal cratere di Sud Est, si è repentinamente evoluta in una debole fontana di lava. È quanto rileva l'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia-Osservatorio etneo di Catania. La fase esplosiva è diminuita significativamente e permangono sporadiche emissioni di cenere che sono disperse rapidamente dai venti in quota.

La rilevazione

Dall'analisi delle immagini, l'Istituto ha osservato inoltre che i due i flussi lavici, confinati in area sommitale, sono in raffreddamento: uno si dirigeva verso Est, all'interno della desertica Valle del Bove, l'altro verso Nord. C'è stato anche un rapido decremento del tremore vulcanico e del segnale infrasonico che sono tornati a livelli che hanno preceduto l'attività eruttiva. I dati di deformazione non mostrano variazioni significative. L'ampiezza del tremore dei canali magmatici interni dell’Etna, infine, risulta su livelli medi.

L'Etna ieri sera - ©Fotogramma

Il vulcanologo Behncke: “Anomalie termiche ai crateri”

"Ancora oggi il satellite Sentinel 2 ha acquisito una nuova immagine dell'Etna che mostra anomalie termiche all'interno di tutti e quattro i crateri sommitali e le nuove colate laviche emesse ieri sera ancora calde", rileva il vulcanologo Boris Behncke sul report elaborato per IngvVulcani sul nuovo episodio eruttivo. Dopo la fase parossistica e spettacolare di ieri l'attività esplosiva, ricostruisce l'esperto, "è rapidamente diminuita e l'ampiezza del tremore vulcanico ha mostrato un forte calo, attestandosi su valori medio-bassi". Inoltre "l'alimentazione delle colate laviche è cessata nello stesso intervallo". "Nella notte e stamattina - aggiunge - è continuata una debole attività stromboliana al cratere di Sud-Est, a volte accompagnata da emissione di cenere, mentre al cratere Voragine sono avvenute sporadiche esplosioni". "Le manifestazioni eruttive degli ultimi mesi - ricostruisce l'esperto - ricadono in un periodo di classica attività sommitale dell'Etna, che è in corso dalla primavera del 2019. Dopo la breve eruzione laterale del 24-27 dicembre 2018, il cratere di Sud-Est si è risvegliato il 30 maggio 2019, e nuovamente il 18 e il 27 luglio 2019, prima che l'attività si spostasse, il 12 settembre 2019, al cratere Voragine, e nuovamente al Cratere di Sud-Est nella primavera del 2020. L'attività sommitale dell'Etna - spiega Behncke - può variare, da debole attività stromboliana ed effusiva a spettacolari episodi di fontane di lava, rapidi flussi lavici confinati alle quote alte del vulcano, e colonne eruttive cariche di materiale piroclastico che spesso raggiungono diversi chilometri in altezza. Questi episodi, conosciuti anche come parossismi - sottolinea il vulcanologo - sono un fenomeno molto comune nell'attività recente dell'Etna: nell'anno 2000 il Cratere di Sud-Est ne produsse più di sessanta in pochi mesi, e fra gennaio 2011 e dicembre 2013 un'altra cinquantina, che hanno portato alla crescita del nuovo cono del Cratere di Sud-Est".

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