Mafia, blitz in provincia di Catania: 21 arresti

Sicilia
©Ansa

Tutti indagati, a vario titolo, per associazione di tipo mafioso, associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti, detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti, estorsione e lesioni pluriaggravate. Tutti reati commessi con l'aggravante del metodo mafioso

Blitz antimafia contro il gruppo criminale egemone a Riposto, in provincia di Catania, legato alla famiglia di Cosa Nostra catanese dei Santapaola - Ercolano. Oltre 100 carabinieri sono entrati in azione nelle province di Catania, Milano e Lecce, su delega della Procura distrettuale etnea.

L'ordinanza

Eseguita un'ordinanza di custodia cautelare nei confronti di 21 persone, indagate, a vario titolo, per associazione di tipo mafioso, associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti, detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti, estorsione e lesioni pluriaggravate tutti reati commessi con l'aggravante del metodo mafioso.

Tra gli indagati mandanti e autori di un omicidio

Tra gli indagati dell'operazione, denominata "Iddu", vi sarebbero anche i mandanti e gli autori dell'omicidio di Dario Chiappone, ucciso nell'ottobre del 2016. Si tratta di Benedetto La Motta, di 62 anni, secondo l'accusa a capo del gruppo, indicato da più pentiti come referente del clan catanese, e di Antonino Marano di 56 anni, noto come il "killer delle carceri". I due sono stati raggiunti dall'ordinanza di custodia cautelare in carcere. Uno dei destinatari dell'ordinanza di custodia cautelare invece è riuscito a fuggire all'estero ed è ricercato. A sette persone il provvedimento restrittivo è stato notificato in carcere.

Le indagini e i sequestri

Le indagini anno consentito di documentare le intimidazioni e i pestaggi commessi dagli indagati per imporre il controllo mafioso del territorio. Gli investigatori hanno ricostruito l'ingente volume d'affari illegali del gruppo, il sistema di gestione delle piazze di spaccio h 24, le modalità di approvvigionamento e cessione di cocaina, marijuana e hashish e il mantenimento degli affiliati detenuti. Tra le attività del clan anche le estorsioni ai danni di commercianti, nessuna delle quali è stata denunciata dalle vittime. Durante le indagini sono state arrestate in flagranza di reato di detenzione di droga 10 persone e sono stati sequestrati 210 grammi di marijuana, 320 grammi di cocaina, 40 grammi di hashish, una piantagione con 170 piante di canapa indiana, quattro proiettili calibro 7.65 e 4.715 euro in contanti.

Inoltre, a seguito dell'arresto di La Motta, gli sarebbe subentrata la moglie, Grazia Messina, che non solo avrebbe ricevuto i proventi delle estorsioni ma dimostrato di saper amministrare anche la giustizia criminale commissionando il pestaggio di uno dei rapinatori di un negozio 'protetto' dal clan. Dei 22 destinatari del provvedimento 14 sono stati rinchiusi nelle carceri di Catania, Siracusa, Messina, Caltanissetta, Milano e Lecce. 

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