Salvatore Borsellino a Sky Tg24: “Non è stata la mafia a uccidere Paolo”. VIDEO

Sicilia

Paolo è stato eliminato perché aveva conosciuto quella scellerata trattativa tra Stato e mafia e non l'avrebbe mai accettata. Hanno dovuto ucciderlo e sottrarre l'agenda rossa, altrimenti non sarebbe servito a niente”, queste le parole del fratello del giudice ammazzato il 19 luglio del 1992 in via d'Amelio

“Non è stata la mafia a uccidere Paolo, è stato eliminato perché aveva conosciuto quella scellerata trattativa tra Stato e mafia e non l'avrebbe mai accettata, l'avrebbe denunciata all'opinione pubblica. Allora hanno dovuto ucciderlo, accelerare il suo assassinio e sottrarre l'agenda rossa, altrimenti non sarebbe servito a niente”. Queste le parole di Salvatore Borsellino, fratello del giudice Paolo ucciso il 19 luglio del 1992 in via d'Amelio a Palermo, ai microfoni di Sky TG24. (IL RICORDO - FOTO)

Le parole di Salvatore Borsellino

“C'era qualcuno in questa via che aspettava quello che doveva succedere, qualcuno che aveva la giacca e la cravatta e aspettava l'esplosione per sottrarre quell'agenda. Finché non si indagherà sui pezzi deviati dello Stato che hanno voluto la morte di Paolo non si potrà avere né verità né giustizia – ha aggiunto Salvatore Borsellino, spiegando che – i nomi dei mafiosi che hanno ucciso Paolo non interessano, quelli erano i nemici che combatteva. Se vai in guerra e vieni ucciso dal nemico è normale che questo possa succedere. Ma se vai in guerra e ti sparano alle spalle, questo non è normale – ha proseguito il fratello del giudice prima di concludere – Io voglio i nomi di chi all'interno dello Stato ha scelto di trattare con la mafia e per portare avanti questa trattativa a scelto di sacrificare la vita di un servitore dello Stato come Paolo Borsellino”.

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