Palermo, nuovo raid vandalico nella scuola Giovanni Falcone

Sicilia

Banchi e cattedre sono stati rovesciati, fogli e materiale scolastico sparsi per le aule, vetri infranti e infissi rotti

Nuovo raid vandalico nella scuola Giovanni Falcone allo Zen a Palermo. Banchi e cattedre sono stati rovesciati, fogli e materiale scolastico sparsi per le aule, vetri infranti e infissi rotti. L'atto vandalico potrebbe essere accaduto in un arco temporale che va da venerdì alla notte scorsa. (GLI ATTI VANDALICI DI NOVEMBRE)

I rilievi

Sono in corso i rilievi da parte del personale per quantificare i danni provocati nella scuola. Sul posto anche la polizia scientifica che sta eseguendo le ricerche di tracce per risalire agli autori dell'ennesimo attacco alla scuola che ospita ventuno classi di scuola primaria e quattro di scuola dell'infanzia. Da chiarire anche quando sia avvenuto il raid vandalico visto che l'ultimo collaboratore scolastico era uscito venerdì pomeriggio.

Le parole della preside della scuola

"Purtroppo in passato si era detto che si doveva realizzare un impianto di videosorveglianza, ma poi non se n'è fatto più nulla. Tanti si erano proposti ma poi spenti i riflettori nessuno si è più presentato". E' amareggiata la dirigente scolastica Daniela Lo Verde. "Non riesco ancora a comprendere tanta violenza. La scuola è stata seriamente danneggiata. Abbiamo visto vetri rotti, armadi e sedie rovesciati - dice la preside che proprio in questi giorni aveva ricevuto dal presidente della Repubblica un prestigioso riconoscimento - Al primo piano ci sono escrementi sparsi tra aule e corridoio. Non comprendo ancora il motivo di tanta violenza". La preside è stata avvisata del fatto mentre era in commissione d'esami all'Ascione di Borgo Nuovo.

I precedenti

A fine aprile i ladri, dopo aver scavalcato un cancello, erano entrati in uno scantinato utilizzato come locale tecnico riuscendo a portare via alcuni motorini dell'acqua e allagando tutto. Anche in quell'occasione ad accorgersi del furto, la mattina successiva all'incursione, erano stati i collaboratori scolastici che avevano avvisato la preside e la polizia. Forse in quella occasione i ladri cercavano i tantissimi computer regalati alla scuola e nascosti altrove. 

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