Catania ricorda Giuseppe Fava, giornalista ucciso dalla mafia

Sicilia

Fava venne freddato il 5 gennaio del 1984 davanti alla sede del Teatro Stabile di Catania. "Combatteva la mafia con le sue inchieste in un momento storico in cui in Sicilia certe verità scomode andavano taciute", ha detto il sindaco di Palermo, Leoluca Orlando

Catania ricorda oggi Pippo Fava, giornalista e scrittore ucciso da Cosa nostra il 5 gennaio del 1984 davanti la sede del Teatro Stabile di Catania, mentre andava a prendere la nipotina a una recita. Fava venne ucciso a causa delle sue inchieste su mafia, politica e imprenditoria. Per il suo omicidio sono stati condannati all'ergastolo, con sentenza passata in giudicato, in qualità di mandanti il capomafia Benedetto Santapaola e suo nipote Aldo Ercolano.

Il programma

Oggi la città lo ricorda con una serie di manifestazioni. Alle 17 un corteo partirà da piazza Roma per raggiungere via Giuseppe Fava dove, nel luogo dell'agguato, è stata posta una lapide. Alle 19.30 la chiusura della giornata a lui dedicata con la consegna, nel Piccolo Teatro di via Ciccaglione 29, dei premi della Fondazione Giuseppe Fava.

Le parole del sindaco di Palermo

"Combatteva la mafia con le sue inchieste sul potere politico e affaristico criminale in un momento storico in cui in Sicilia certe verità scomode andavano taciute". Così il sindaco di Palermo, Leoluca Orlando, ricorda il giornalista e scrittore. "Di Pippo Fava e del suo 'concetto etico del giornalismo' rimane l'esempio forte e sempre attuale per i giovani e i professionisti dell'informazione, - afferma - un esempio di indipendenza umana e professionale, di coraggio e lucidità. La sua eredità sono la libertà di espressione e la sua battaglia per la legalità per una società libera e democratica".

Il tweet del sottosegretario al Ministero dell'Istruzione Lucia Azzolina

"Il 5 gennaio 1984 a Catania l'omicidio di Giuseppe Fava, giornalista ucciso dalla mafia. Una storia e una vita da raccontare ai più giovani: perché non rinuncino mai alla libertà e al coraggio delle loro idee". Lo scrive su Twitter il ministro designato all'Istruzione, Lucia Azzolina (M5S).

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