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Catania, Cassazione annulla sentenza con rinvio: a processo Raffaele Lombardo

Sicilia
Raffaele Lombardo (ANSA)

L’ex presidente della Regione Siciliana torna in aula per la prima udienza del nuovo processo di secondo grado per concorso esterno in associazione mafiosa e corruzione elettorale: la seduta si aggiorna il prossimo 10 dicembre 

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Per Raffaele Lombardo, ex presidente della Regione Siciliana, ricomincia l’iter giudiziario. Lombardo è imputato nel nuovo processo di secondo grado per concorso esterno in associazione mafiosa e corruzione elettorale. Durante la prima udienza si è dato spazio alla composizione del fascicolo di dibattimento, mentre la Corte si aggiorna nuovamente il prossimo 10 dicembre: in quella data saranno sentiti nuovi teste per l’accusa (rappresentata dai pm Sabrina Gambino e Agata Santonocito) e per la difesa (con gli avvocati Maria Licata e Vincenzo Maiello).

L’annullamento con rinvio della Cassazione e il processo da rifare

La vicenda scaturisce dalla decisione della seconda sezione penale della Corte di Cassazione, presa nel 2018, di annullare con rinvio la sentenza del procedimento di secondo grado, emessa il 31 marzo 2017 dalla Corte d’appello di Catania, che aveva assolto Lombardo dall’accusa di concorso esterno in associazione mafiosa e lo aveva condannato, con pena sospesa, a due anni per corruzione elettorale aggravata da metodo mafioso senza intimidazione e violenza. Tale sentenza aveva ribaltato quella emessa con rito abbreviato il 19 febbraio 2014 dal Gup Marina Rizza, che aveva invece condannato l’ex presidente a sei anni e otto mesi per concorso esterno in associazione mafiosa. Dopo oltre cinque anni di udienze e due sentenze, e dopo le lunghe indagini dei Ros sui rapporti tra politica, imprenditori, “colletti bianchi” e Cosa Nostra, l’iter è dunque ricominciato.