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Stromboli, altre due esplosioni nella notte. Livello d'allerta sale ad arancione

L'eruzione dello scorso 28 agosto vista dal mare

4' di lettura

Il Dipartimento della Protezione Civile ha disposto inoltre l'attivazione della fase operativa di 'preallarme'. Una prima sequenza esplosiva si è verificata alle 22:43, seguita alle 23:29 da un'altra di minore intensità. Non si registrano danni

Il Dipartimento della protezione civile ha disposto il passaggio di allerta per il vulcano Stromboli, dove nella notte del 29 agosto "si è verificata una sequenza esplosiva dall'area centro-meridionale" del vulcano (FOTO), dal livello giallo ad arancione e l'attivazione della fase operativa di 'preallarme', secondo quanto previsto dal Piano nazionale di emergenza per l'isola. La decisione, informa la protezione civile, "è basata sulle segnalazioni delle fenomenologie e sulle valutazioni di pericolosità rese disponibili dai Centri di competenza che per lo Stromboli sono l'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Osservatorio Etneo, Osservatorio Vesuviano e Sezione di Palermo), l'Università di Firenze ed il Cnr-Irea".

Situazione di "potenziato disequilibrio"

L'innalzamento dell'allerta determina il potenziamento del sistema di monitoraggio del vulcano e del raccordo informativo tra la comunità scientifica e le altre strutture operative del Servizio nazionale della protezione civile, informazioni condivise con la protezione civile Siciliana. Con il passaggio alla fase operativa di preallarme si attiva il livello locale di protezione civile e viene, inoltre, attivato un presidio di livello nazionale sull'isola, presso il Centro operativo avanzato (Coa). Le autorità locali, regionali e comunali, stanno mettendo a punto canali informativi in grado di raggiungere la popolazione in caso di emergenza. Persiste una situazione "di potenziato disequilibrio del vulcano", spiega la Protezione civile, che invita, pertanto, "la popolazione presente sull'isola a tenersi informata e ad attenersi scrupolosamente alle indicazioni fornite dalle autorità locali di protezione civile". 

Le due esplosioni nella notte

All'esplosione delle 22:43 ha fatto seguito un secondo evento, di minore intensità, alle 23:29. "Per quanto riguarda l'attività sismica - si legge nella nota diramata dall'Ingv - contestualmente è stato osservato un aumento dell'ampiezza e della frequenza dei segnali sismici associati alla sequenza esplosiva. L'ampiezza del tremore ha mostrato un repentino incremento e attualmente oscilla su valori medio-alti". Sull’abitato di Ginostra, riferisce il personale sceso in campo, è ricaduto del materiale piroclastico. L'eruzione ha provocato una colata lavica che è scesa lungo la sciara del fuoco, raggiungendo il mare. Secondo la sala operativa della Protezione Civile regionale, che si è messa subito in contatto con il sindaco e con le forze dell'ordine, non si segnalano danni e la situazione è stata definita "sotto controllo". Secondo gli esperti, anche questi ultimi eventi sarebbero da collegare alla forte esplosione che il 3 luglio scorso provocò la morte di un escursionista.

Il bollettino aggiornato

"Continua l'attività eruttiva nello Stromboli con colate laviche incandescenti che scendono lungo la sciara del fuoco. La situazione, rispetto a ieri sera quando è stata registrata una sequenza esplosiva dall'area centro-meridionale, non è mutata". Quanto si legge sul bollettino fornito oggi, venerdì 30 agosto, dalla sala operativa dell'Ingv.

Il commento di Eugenio Privitera, direttore dell'osservatorio etneo Ingv

"Il nostro livello di attenzione è alto, non possiamo prevedere nulla per il futuro, neanche escludere possibili nuove esplosioni. Lo Stromboli è un vulcano in attività da millenni. Quella di questi giorni sembra essere una delle sue fasi più vivaci degli ultimi cento anni", spiega Eugenio Privitera, direttore dell'osservatorio etneo dell'Ingv. Questa nuova attività eruttiva, prosegue Privitera, "è iniziata il 3 luglio scorso quando lo Stromboli si è manifestato nuovamente con un'attività parossistica che ha generato un colonna di cenere che si è innalzata in cielo per chilometri. C'è stata anche una ricaduta di materiale incandescente che ha provocato numerosi incendi". "Si sono così create sono due nubi ardenti che hanno ripercorso la sciara del fuoco e si sono riversati in mare, - prosegue il direttore dell'osservatore etneo dell'Ingv - infine c'è stato un trabocco lavico nei giorni suggestivi". Successivamente il vulcano si è mantenuto in una condizione di stabilità. Il 28 agosto "un'altra esplosione parossistica - prosegue Privitera - come quella del 3 luglio, ma con un'intensità minore con un solo flusso di colata". Infine la notte scorsa "c'è stata - analizza il geologo - un'esplosione più intensa delle altre che ha determinato la caduta di cenere vulcanica sulle spiagge. E da ieri non è cambiato nulla".  

Prorogato il divieto di sbarco

Nel frattempo, il sindaco Marco Giorgianni ha prorogato il divieto di sbarco a Stromboli e a Ginostra per tutti i mezzi nautici non di linea, fino alle ore 8 di domani, sabato 31 agosto, a titolo precauzionale e cautelativo. Nei due porti dell'isola delle Eolie potranno attraccare regolarmente solo gli aliscafi e i traghetti di linea. Si è deciso, inoltre, di estendere a due miglia marine, l'interdizione di navigazione nel tratto di mare antistante la Sciara del Fuoco.

"Un forte boato, poi una fitta pioggia di cenere e sabbia"

"Abbiamo sentito distintamente un boato e subito dopo è cominciata una fitta pioggia di cenere e sabbia, che ha ricoperto tutto e dalla quale ci siamo protetti rifugiandoci nelle case". È la testimonianza rilasciata da alcuni turisti che si trovavano nella notte a Ginostra. In questo momento a Stromboli ci sono circa 3 mila visitatori, molti dei quali hanno deciso di lasciare l’isola già dopo l'esplosione di mercoledì.

L'eruzione nella notte (ANSA)

L’esplosione del 28 agosto

Le due esplosioni avvenute nella notte seguono quella di mercoledì 28 agosto, che, poco dopo mezzogiorno, ha provocato la ricaduta di sabbia, cenere e altro materiale vulcanico sull’isola. Dal vulcano si è levata un’alta colonna di fumo, visibile anche a diversi chilometri di distanza, mentre i vigili del fuoco si sono attivati immediatamente per gli incendi di vegetazione conseguenti all’eruzione, anche con l’ausilio di un Canadair.

Data ultima modifica 30 agosto 2019 ore 18:35

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