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Gela, sei feriti in codice rosso dopo l'esplosione della bombola al mercatino

2' di lettura

Il proprietario del furgone da cui è partito lo scoppio sta per essere iscritto nel registro degli indagati, come atto dovuto, dalla Procura di Gela. Secondo gli investigatori stava per scoppiare una seconda bombola, che si era già deformata

Sono sei le persone ricoverate in codice rosso e prognosi riservata a causa dell'esplosione avvenuta il 5 giugno a Gela nel mercatino rionale di via Madonna del Rosario. Tra loro anche il proprietario del furgone Iveco 50, attrezzato per la vendita di polli allo spiedo e patatine fritte, dal quale è partita l'esplosione di una delle quattro bombole a gas usate sul camioncino (LE FOTO). L'uomo, Claudio Catanese, sta per essere iscritto nel registro degli indagati, come atto dovuto, dalla Procura di Gela. Ha ustioni di secondo e terzo grado sul 15% del corpo. Le indagini di polizia e carabinieri, coordinate dal sostituto procuratore Ubaldo Di Leo, stanno cercando di chiarire le cause del grave incidente. Secondo gli investigatori stava per scoppiare una seconda bombola, che si era già deformata. Si sospetta che si siano verificate anomalie sul tipo e sulla quantità di gas caricata da un ipotizzato mercato illegale parallelo.

I feriti ricoverati a Catania

In totale sono una ventina le persone rimaste ferite dallo scoppio, dalle fiamme e dall'olio bollente. Sei sono state ricoverate in codice rosso e prognosi riservata nei centri per grandi ustionati della Sicilia, quattro al Cannizzaro di Catania e due al Civico di Palermo. Le loro condizioni vengono considerate stazionarie dai medici. Tra i quattro pazienti portati a Catania c'è anche, oltre al proprietario del camioncino, l'aiutante di Catanese Melania Marretta. La donna ha ustioni di terzo grado, e in parte di secondo, su circa il 40% del corpo, con compromissione delle vie respiratorie, e una ferita a un occhio. Nella terapia intensiva del Centro Ustioni sono ricoverate altre due donne di 51 e 62 anni, con ustioni rispettivamente sul 45% (secondo e terzo grado) e sul 15% (terzo grado) della superficie corporea.

I feriti ricoverati a Palermo

Sono invece  ricoverati a Palermo un giovane di 14 anni, anche lui aiutante di Catanese, e una cliente all'ottavo mese di gravidanza, moglie di un carabiniere. I medici hanno confermato in mattinata che il bambino non ha subito conseguenze. La paziente ha riportato ustioni di primo, secondo e terzo grado al viso alle braccia al petto, ma non è in pericolo di vita. Una persona ustionata sarebbe ricoverata a Caltanissetta e una a Gela. Tutte le altre, compreso un ferito presentatosi all'ospedale di Licata, sono state medicate e dimesse.

 

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