Palermo, sanzioni e sigilli per i locali della famiglia del boss

Sicilia
Foto di archivio (ANSA)
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La polizia ha sequestrato due negozi che appartengono ai familiari del capomafia Giuseppe Dainotti, ucciso lo scorso anno, perché privi dell'autorizzazione sanitaria

La polizia ha posto i sigilli a due locali, che appartengono ai familiari del boss Giuseppe Dainotti, ucciso in un agguato a Palermo, lo scorso anno, perché privi dell’autorizzazione sanitaria. I locali sorgono al Capo, storico mercato del capoluogo siciliano. Gli esercizi commerciali, una macelleria e un altro negozio privo di insegna, che si trovano in via Porta Carini, appartengono alla nipote del capomafia. A condurre l’operazione sono stati gli agenti del commissariato Oreto, con la collaborazione degli uomini della Guardia Costiera e dell’Asp. Ai titolari sono state notificate anche sanzioni per un ammontare di 8 mila euro. I controlli hanno riguardato anche una gastronomia e una drogheria, che si trovano nella stessa via, e due pub in piazza Monte di Pietà. Sono stati contestati a vario titolo l’assenza delle autorizzazioni per la somministrazione di alimenti e bevande, l’occupazione abusiva di suolo pubblico e la mancanza all’interno del pub dell’etilometro. 

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