Tar Campania accoglie ricorso: sospesa l'ordinanza di De Luca. Martedì riaprono le scuole

Campania

L'Avvocatura Distrettuale dello Stato (sede di Napoli) aveva presentato ricorso, per conto del Governo, presso il Tribunale contro l'ordinanza con la quale la Regione Campania ha deciso il rinvio dell'apertura delle scuole in presenza. Un ricorso era anche stato presentato dai genitori "No dad" rappresentati dagli avvocati Giacomo Profeta e Luca Rubinacci

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Il Tar della Campania ha sospeso l'ordinanza con la quale la Regione ha deciso il rinvio a fine mese dell'apertura delle scuole in presenza a causa della pandemia. Il tribunale ha così accettato il ricorso depositato dall'Avvocatura Distrettuale dello Stato (sede di Napoli) per conto della Presidenza del Consiglio dei Ministri e dei Ministeri dell'Istruzione e della Salute, e quello presentato dai genitori No dad rappresentati dagli avvocati napoletani Giacomo Profeta e Luca Rubinacci. La trattazione collegiale è stata fissata per l'8 febbraio. La decisione del Giudice, immediatamente esecutiva, comporterà l'apertura degli istituti scolastici già da domani. (TUTTI GLI AGGIORNAMENTI - MAPPE E GRAFICI DEI CONTAGI IN ITALIA E NEL MONDO - I DATI DEI VACCINI IN ITALIA).

La decisione del Tar

Il ricorso è stato accolto dal Tribunale Amministrativo della Campania che, tra l'altro, ha messo in evidenza che i sindaci e i presidenti di Regione non hanno il potere di chiudere le scuole se non in presenza di una "zona rossa" e comunque la chiusura degli istituti può riguardare singoli territori e singoli istituti, come dispone il decreto legge numero 111 del 6 agosto 2021, convertito in legge il 24 settembre 2021. Il giudice ha anche evidenziato che il governo centrale aveva già emanato un provvedimento con il quale ha adottato misure tese a contrastare l'emergenza sanitaria in ambito scolastico adottando regole più stringenti, in particolare, relativamente ai contagi. Si tratta dello stesso decreto con il quale la Presidenza del Consiglio dei Ministri ha disposto l'obbligo vaccinale per gli ultra 50enni (decreto numero 1 del 7 gennaio 2022).

Depositati dalla Regione atti a supporto

Sabato scorso il giudice del Tribunale Amministrativo della Campania ha chiesto alla Regione Campania di depositare, entro e non oltre le 11 di oggi, "atti pertinenti e rilevanti a presupposto dell'ordinanza". La Regione Campania si è costituita e ha presentato, entro il termine fissato, gli atti richiesti. 

La Regione: "Previsto scenario di massima gravità"

La Regione, negli atti integrativi depositati al Tar, spiega che alla base dell'ordinanza vi è lo scenario disegnato per la Campania nel report numero 86 della Cabina di Regia Nazionale, che è "della massima gravità (numero 4)" e l'indice di ospedalizzazioni "in assenza di immediate e drastiche misure" annuncia una saturazione dei posti letto entro 30 giorni a partire dal 7 gennaio. L'ordinanza, viene spiegato, tiene conto anche della diffusione straordinaria della variante Omicron, dei focolai registrati prima della chiusura natalizia nelle fasce della popolazione giovanile e dell'impossibilità di poter eseguire i tracciamenti. Negli atti si ricorda anche che è bassa la percentuale di alunni vaccinati nella scuola primaria e secondaria di primo grado e che l'unica misura di prevenzione contro il virus resta il vaccino. In questo contesto, quindi, è essenziale, secondo la Regione Campania, evitare la didattica in presenza e altre attività di socializzazione come essenziale è la promozione della somministrazione dei vaccini per il personale scolastico e gli studenti. Inoltre in Campania, circa trecento dirigenti scolastici hanno manifestato l'impossibilità di assicurare gli adempimenti delle misure previste nel descritte nel decreto del Governo dello scorso 7 gennaio. Stesso discorso, viene evidenziato nell'atto depositato al Tribunale Amministrativo Regionale, vale anche per le Asl e le strutture sanitarie, già sottoposte a forti pressioni.

Il Tar: "Difficoltà sistema sanitario non giustificano sospensione lezioni"

Secondo il Tar della Campania, le difficoltà del sistema sanitario regionale, menzionate nella memoria difensiva dagli avvocati dell'ente "lungi dal giustificare l'adozione della misura sospensiva, dimostrano piuttosto la carente previsione di adeguate misure preordinate a scongiurare il rischio, ampiamente prevedibile, di 'collasso' anche sul sistema trasporti". Riferendosi alla popolazione scolastica, per il Giudice della Quinta Sezione "la sola mera possibilità dell'insorgenza di 'gravi rischi', predicata in termini di eventualità, non radicano per sè solo la situazione emergenziale, eccezionale e straordinaria, che, in astratto, potrebbe consentire la deroga alla regolamentazione generale”. E ancora: "Non risulta alcun 'focolaio' né alcun rischio specificatamente riferito alla popolazione scolastica". Nel spiegare i motivi della decisione, il Tar ricorda anche che la "la prolungata chiusura connessa alle festività natalizie non ha tuttavia evitato l'aumento registrato dei contagi".

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