Uccisa dal fratello a Caivano, oggi i funerali di Maria Paola. Il parroco: basta odio

Campania
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I funerali di Maria Paola, morta dopo essere stata inseguita e speronata dal fratello Michele Antonio di 30 anni che non accettava la relazione della sorella con un ragazzo trans, si sono svolti alla parrocchia di San Paolo Apostolo, al Parco Verde di Caivano

Si sono celebrati oggi nella chiesa di San Paolo Apostolo, al parco Verde di Caivano, i funerali di Maria Paola Gaglione, la ragazza morta dopo essere stata inseguita e speronata dal fratello Michele Antonio di 30 anni, accusato di omicidio preterintenzionale aggravato e di aggressione del compagno Ciro Migliore, il quale non accettava la relazione della sorella con un ragazzo trans.

Il funerale di Maria Paola

Sono state aperte poco dopo le 16 le porte della parrocchia di San Paolo Apostolo. Davanti alla chiesa si sono trovate circa 200 persone. “È un momento di grande tristezza, ma anche di speranza, quella nella vita eterna", ha detto il parroco, don Maurizio Patriciello, all'inizio del funerale che ha concelebrato con altri due sacerdoti. "Adesso lasciamo fuori i nostri pensieri e preghiamo per Paola - ha proseguito il parroco aggiungendo - Qui siamo in chiesa, il luogo dove l'odio tace. Non c'è posto per l'odio in chiesa". "Paola, perdonaci. Tutti noi, sacerdoti e laici, per non essere stati capaci di custodire questa tua fragile e preziosissima vita", ha poi concluso la sua omelia don Maurizio Patriciello. Il sacerdote è rimasto sul piano teologico, sui temi della morte e della Resurrezione nell'omelia non ha fatto riferimento a fatti di cronaca, ma ha ricordato di aver battezzato Paola il 15 giugno 2003. 

In chiesa erano presenti 150 persone, distanziate tra i banchi, e altrettante sono rimaste all'esterno. È rimasta seduta, affranta per il dolore, per tutta la cerimonia funebre la madre di Maria Paola, Pina Amico. La donna è giunta in chiesa sorretta da figlie ed amiche di Maria Paola, dopo di lei è giunto il marito. Alcune delle amiche hanno indossato una maglietta con la foto di Maria Paola. La bara bianca, accompagnata dal suono delle campane, è stata portata fuori dalla chiesa e le amiche hanno fatto volare in cielo palloncini bianchi. "Sono il parroco di tutti e sono vicino alle famiglie, a Ciro ed a Michele. Le loro famiglie vivono una di fronte all'altra, e dovranno riconciliarsi. Il tempo aiuterà in questo senso", ha poi detto il sacerdote al termine del funerale.

Il parroco: “Fermare odio e violenza”

Il parroco poco prima di celebrare i funerali ha invitato a "fermare odio e violenza", che montano "nei comportamenti come sui social" e a non "alzare bandiere ideologiche". "Si celebra una Messa funebre, davanti ai genitori, ai fratelli, e io devo annunciare la parola di Dio e pregare. Per i vivi e per i morti ". Il sacerdote, che ha battezzato Maria Paola, ha insistito sul dolore delle famiglie. Quanto alla reazione "drammatica e sbagliata" del fratello, Don Patriciello ha osservato: "Nella sua testa pensava di salvarla". "Ma se non fermiamo l'odio che dilaga non dobbiamo poi meravigliarci di quello che succede"

Uno striscione per Paola Gaglione, all'esterno della chiesa dove saranno celebrati i suoi funerali al Parco Verde di Caivano. Napoli 15  Settembre 2020 ANSA/CESARE ABBATE/
Funerali Paola Gaglione. - ©Ansa

Il messaggio di addio di Ciro

Qualche ora prima dei funerali due ragazzi hanno appeso all'esterno della chiesa del parco Verde di Caivano un manifesto inviato da Ciro. "Correvamo solo verso la nostra libertà, o almeno credevamo di farlo, verso la nostra piccola grande felicità. Ovunque sarai, il mio cuore sarà lì con te. Ti amerò oltre le nuvole. Ciro", si legge sul cartello sul quale sono state attaccate quattro foto dei due ragazzi insieme, un cuore con i loro nomi e il messaggio d'addio. Ciro, che aveva espresso il desiderio di vedere per l'ultima volta la sua amata, ha ottenuto il permesso della Procura e, scortato dalla Polizia, ha reso omaggio alla salma di Maria Paola prima che il feretro giungesse a Caivano per i funerali.

I funerali di Maria Paola
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L'omicidio di Maria Paola Gaglione

Secondo quanto emerso fino ad ora, mentre viaggiava da Caivano ad Acerra sullo scooter assieme al compagno, Maria Paola, 18 anni, è stata inseguita e speronata dal fratello ed è morta dopo essere caduta dallo scooter e aver urtato contro un tubo per l'irrigazione dei campi (che le ha tranciato la gola). Ciro nell schianto è rimasto ferito e, ancora a terra sanguinante, è stato picchiato dal fratello Michele, il quale, fermato dai carabinieri, ha detto: "Volevo darle una lezione, non ucciderla. Ma era stata infettata". Il 30enne è in cella per omicidio preterintenzionale.

La famiglia, però, ha fornito una diversa versione dei fatti: "Michele era uscito per convincere la sorella Maria Paola a rientrare a casa ma non l'ha speronata, è stato un incidente", dicono.

Il ministro della Giustizia Bonafede: "Parlamento intervenga su omotransfobia"

"Sicuramente il Parlamento, che già sta discutendo progetti e prospettive, oggi ha un elemento di responsabilità e di riflessione in più. E' evidente che dobbiamo fare qualcosa", ha detto il ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, rispondendo in merito alla mancanza dell'aggravante di omotransfobia nel caso della morte di Maria Paola. "Io rispetto quella che sarà la decisione del Parlamento - ha detto Bonafede - ma sicuramente sarà importante intervenire. Poi ci sono valutazioni che fanno i magistrati e io non posso entrare come ministro nel merito delle valutazioni che fanno nei singoli casi anche se qui c'è una vicenda che sicuramente è tragica. Certamente va detto che la gravità della vicenda impone a tutte le forze politiche e a tutto il parlamento una riflessione sulla necessità di intervenire anche con una certa urgenza".

Un amico della famiglia: "La transessualità non c'entra"

Sulla morte di Maria Paola racconta un'altra storia Bruno Mazza, amico di famiglia e fondatore dell'associazione 'Un'infanzia da vivere' che aiuta i bambini del Parco Verde ed è finanziata da Fondazioni e dalla parrocchia. "L'orientamento sessuale non c'entra. La reazione di Michele, che pagherà per quello che ha fatto, è la reazione di un fratello che vedeva Maria Paola sbandata, accanto ad uno che aveva problemi con la giustizia, e andava a firmare ogni giorno in caserma – ha detto Mazza aggiungendo che – Maria Paola aveva uno zio omosessuale, che ha vissuto con loro 35 anni, senza alcun problema. Ma ora Maria Paola dormiva ogni giorno in una casa diversa, non aveva neanche dove farsi la doccia, il problema era questo".

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