Coronavirus Campania, indagato direttore Istituto zooprofilattico di Portici

Campania

Secondo quanto si apprende anche in questo caso i pm contestano il reato di turbativa d'asta. Si tratta di una delle strutture deputate dalla Regione ad analizzare i tamponi

I carabinieri hanno eseguito una perquisizione nell'Istituto zooprofilattico sperimentale del Mezzogiorno (Izsm) di Portici (Napoli), una delle strutture delegate dalla Regione Campania all'esecuzione dei tamponi per la rilevazione del coronavirus (LA DIRETTA - GLI AGGIORNAMENTI IN CAMPANIA). Il provvedimento, emesso dall'ufficio inquirente partenopeo (sostituti procuratori Mariella Di Mauro e Simone De Roxas), rientra nell'ambito di uno dei filoni dell'indagine della Procura di Napoli sulla gestione degli appalti durante l'emergenza sanitaria. Il decreto di perquisizione riguarda il direttore della struttura, A. L., che risulta indagato. Secondo quanto si apprende anche in questo caso i pm contestano il reato di turbativa d'asta. 

Perquisizioni anche in una struttura privata

I carabinieri hanno eseguito perquisizioni anche negli uffici della Ames di Casalnuovo in provincia di Napoli, un centro polidiagnostico strumentale privato a cui l'Istituto zooprofilattico di Portici ha fatto riferimento per le analisi dei tamponi. Anche il vertice della struttura privata, A. F., risulta indagato. La Procura di Napoli sta cercando di fare luce sui rapporti tra l'istituto e il centro analisi nell'ambito del filone che fa riferimento alle forniture nell'inchiesta sulla gestione degli appalti per l'emergenza coronavirus in Campania. 

Le parole del legale del direttore dell'istituto zooprofilattico

"Attendiamo che la magistratura faccia i suoi accertamenti ma siamo sereni - ha detto il legale di A. L., il direttore dell'istituto zooprofilattico di Portici indagato -. Rispetto alla vicenda degli ospedali Covid la posizione del dottore A. L. è diversa, riguarderebbe la questione dei tamponi. L'istituto non ha indetto gare: Ames ha partecipato anche al bando indetto da Soresa e credo siano state messe insieme due aspetti diversi. Infatti i rapporti con l'Istituto zooprofilattico nascono nel 2019, con un bando europeo e solo in virtù di una coincidenza temporale il contratto è stato sottoscritto in piena emergenza covid, con la quale non c'è relazione. L'istituto non c'entra niente con Soresa e con l'Unità di crisi. Il reato ipotizzato, la turbativa d'asta, inoltre, non sussiste se l'asta non c'è. Infatti siamo in presenza di un affidamento diretto". 

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