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Napoli: Whirlpool, proteste in Duomo. Sindacati proclamano due settimane di agitazione

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4' di lettura

Le sigle sindacali hanno annunciato che il 4 ottobre si terrà a Roma una manifestazione nazionale. Questa mattina, una delegazione di operai dello stabilimento partenopeo si è radunata davanti alla cattedrale nel giorno della solennità di San Gennaro

Dopo le proteste di questa mattina da parte degli operai dello stabilimento Whirlpool di Napoli all'esterno del Duomo del capoluogo campano, i sindacati metalmeccanici Fim, Fiom e Uilm hanno proclamato due settimane di agitazione per la vertenza sulla sede di via Argine, di cui l'azienda ha annunciato la cessione alla società Prs. Il 4 ottobre si terrà invece a Roma la manifestazione nazionale. Lo si apprende da fonti sindacali.

La protesta all'esterno del Duomo

Dopo aver occupato ieri un tratto dell’A3 Napoli-Pompei-Salerno (FOTO), dalle prime ore della mattina di oggi, nel giorno della solennità di San Gennaro (LA STORIA), una delegazione di lavoratori si è radunata davanti al Duomo del capoluogo campano, tutti con indosso una t-shirt con la scritta: "Whirlpool Napoli non molla". Prima dell'inizio delle celebrazioni per il Santo Patrono, gli operai hanno consegnato allo staff della Curia arcivescovile una lettera indirizzata a Papa Francesco, per chiederne l'intervento.

Operai chiedono garanzie e certezze

Negli scorsi giorni, l’azienda aveva comunicato l'intenzione di mantenere i livelli occupazionali nonostante la cessione ma agli operai non è bastato e ora chiedono maggiori certezze e garanzie, soprattutto dalle Istituzioni. "Il Governo ci ha un po' traditi", spiega uno dei lavoratori davanti al Duomo. "Deve scendere scendere in campo Conte che ha dichiarato che avevano salvato il sito di Napoli, ora deve dimostrarlo. Il sindaco Luigi de Magistris - aggiunge - ha detto che avrebbe indossato la fascia tricolore e sarebbe venuto in piazza, vorremmo che lo facesse".

Le proteste all'esterno del Duomo (ANSA)

Sepe: "Non si può sacrificare dignità per dio denaro"

"Non dobbiamo permettere che in una terra come la nostra si perda il lavoro". Sono le parole che il cardinale Crescenzio Sepe, arcivescovo di Napoli, ha pronunciato uscendo sul sagrato del Duomo, dove ha mostrato l'ampolla con il sangue del santo patrono ai fedeli riuniti numerosi anche all'esterno della chiesa cattedrale, in riferimento alle proteste in corso da parte dei lavoratori di Whirlpool e American Laundry. "È disumano, non potete, in nome del dio denaro, sacrificare dignità e lavoro di oltre 400 famiglie. Ho saputo che avrebbero venduto a una azienda svizzera - ha affermato i riferimento al caso Whirlpool - non è bello. È giusto che difendano i loro diritti, la loro dignità di uomini e lavoratori - ha aggiunto -. Devono essere messe in campo tutte le azioni affinché siano salvati i posti di lavoro. Devono essere aiutati a salvaguardare il loro lavoro e non si devono arrendere mai ma cercare di difendere il lavoro, da soli non ce la faranno, servono le istituzioni ma anche con la Chiesa come sostegno morale. Tutti - ha concluso - siano rispettosi di lavoratori e loro diritti".

De Magistris: "Governo deve battere un colpo"

Presente alla celebrazione di San Gennaro anche il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, il quale, prima della messa, ha incontrato alcuni lavoratori della Whirlpool, ai quali ha riferito che è giunto il momento che “domani finalmente il ministro dello sviluppo economico incontrerà l'azienda e farà il punto della situazione. Quello che rammarica di questa vicenda - ha aggiunto - è che c'è un accordo firmato tra governo, sindacati e azienda nell'ottobre 2018, un accordo in cui l'azienda assicurava che non sarebbe andata via da Napoli e che avrebbe fatto un piano industriale mentre il governo avrebbe fatto la sua parte. Io penso che gli accordi vadano rispettati. Noi - ha concluso - siamo schierati con i lavoratori per preservare una realtà industriale importante e stiamo facendo la nostra parte, non solo sulla solidarietà ma anche con fatti concreti. Stiamo lavorando per trovare una soluzione nella direzione giusta, oggi però un colpo lo deve battere il governo italiano".

Data ultima modifica 19 settembre 2019 ore 14:47

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