Le ondate di caldo non incidono solo sul comfort di chi guida. Sole diretto, asfalto rovente e temperature elevate mettono sotto stress abitacolo, pneumatici, batteria, impianto di raffreddamento e climatizzatore. Per ridurre i rischi servono poche operazioni corrette, dalla sosta all’ombra alla ventilazione prima della partenza, fino al controllo di gomme, liquidi e filtro abitacolo
L’auto parcheggiata al sole lavora come una serra. Le superfici interne assorbono radiazione, vetri e lamierati trattengono calore, volante e sedili diventano le prime parti critiche al contatto. Il Corriere Motori ricorda come il caldo non metta sotto pressione solo i passeggeri, ma anche l’auto, con usura accelerata di plastiche, vernice e rivestimenti quando la vettura resta esposta per ore al sole. Secondo test attribuiti all’ADAC, un’auto lasciata al sole può arrivare a 50 gradi interni dopo mezz’ora e a 60 gradi dopo novanta minuti, con plancia, volante e leva del cambio oltre 70 gradi nelle zone colpite direttamente dai raggi. Non è un dato da trattare come curiosità. A quelle temperature bastano pochi istanti per rendere scomodo o rischioso il contatto con superfici scure, pelle, metallo e plastiche rigide.
Come proteggere l'auto dal sole
La prima difesa resta il parcheggio. Cercare l’ombra non serve solo a trovare un abitacolo più vivibile, ma riduce lo stress termico su vernice, guarnizioni, plastiche e selleria. Se non c’è un posto coperto, meglio orientare l’auto in modo da ridurre l’esposizione diretta del parabrezza e dei sedili anteriori nelle ore centrali. Il parabrezza è la superficie più esposta e lascia entrare molta radiazione nell’abitacolo. Il parasole non raffredda l’auto come un climatizzatore, ma limita il surriscaldamento delle superfici anteriori e riduce il carico iniziale dell’impianto clima. Il parasole per parabrezza è tra le soluzioni più semplici per proteggere i punti di contatto, come volante e leva del cambio, e consiglia di coprire i sedili quando l’auto resta a lungo sotto il sole. Sulle auto con interni in pelle o similpelle, una copertura chiara o un telo riducono la temperatura percepita al momento della partenza e limitano l’invecchiamento del materiale.
Lasciare i finestrini leggermente aperti può aiutare la circolazione dell’aria, ma va fatto solo dove le condizioni di sicurezza lo permettono e senza creare accessi facili all’abitacolo. La priorità resta evitare esposizioni lunghe al sole e non lasciare mai in auto oggetti sensibili al calore, come bombolette, power bank, farmaci, dispositivi elettronici o bottiglie d’acqua esposte direttamente alla luce.
Come abbassare la temperatura prima di partire
La procedura più efficace è far uscire l’aria calda prima di chiedere il massimo al climatizzatore. Prima di salire, aprire le portiere per alcuni istanti permette di smaltire la cappa interna. Conviene aprire tutte le portiere, avviare il climatizzatore e lasciare uscire il grosso dell’aria calda, mantenendo poi i finestrini aperti per i primi minuti fino all’arrivo dell’aria fredda. La sequenza corretta è semplice. Si avvia il motore, si aprono i finestrini, si imposta l’aria fredda e inizialmente si usa aria esterna, perché nei primi istanti l’aria fuori dall’auto è meno calda di quella intrappolata nell’abitacolo. Quando dalle bocchette esce aria fredda, si chiudono i finestrini e si può passare al ricircolo per mantenere più rapidamente la temperatura impostata. Sulle auto moderne con climatizzatore automatico conviene impostare una temperatura realistica e lasciare lavorare il sistema. Forzare continuamente la ventilazione al massimo non migliora sempre il risultato e aumenta rumore e fastidio. Meglio orientare i flussi verso l’alto e non direttamente sul volto, soprattutto nei viaggi lunghi, perché il comfort stabile è più utile della sensazione di freddo immediato.
L'importanza del clima
Il climatizzatore è un componente di sicurezza, non solo di comfort. Un abitacolo troppo caldo peggiora attenzione, tempi di reazione e resistenza alla fatica. Per questo, prima dei viaggi estivi vanno controllati filtro abitacolo, portata dell’aria e capacità di raffreddamento. Se l’aria arriva debole, se il raffreddamento è lento o se dagli aeratori esce cattivo odore, il problema può riguardare filtro, condotti o circuito del refrigerante. E' consigliato mantenere efficiente l’impianto di aria condizionata e di rispettare le indicazioni del manuale dell’auto, perché il gas refrigerante cala nel tempo e alcuni componenti possono richiedere registrazioni o sostituzioni. Prima di un viaggio lungo, un controllo preventivo costa meno di una diagnosi fatta in emergenza con 38 gradi esterni e auto carica.
Manutenzione
Il caldo incide anche sulla meccanica. Le gomme lavorano su asfalto molto caldo, la pressione varia con la temperatura e un pneumatico sottogonfiato genera più flessione, più attrito e più calore. Michelin indica di controllare la pressione a freddo e di non sgonfiare mai un pneumatico caldo, perché la pressione aumenta naturalmente con la temperatura. Se il controllo avviene a pneumatici caldi, il valore va poi ricontrollato e regolato a freddo. La batteria a 12 volt è un altro elemento sensibile. AAA segnala che il caldo accelera il degrado interno, favorisce evaporazione dei fluidi nelle batterie tradizionali e aumenta il rischio di corrosione, con possibili difficoltà di avviamento. Sulle auto più datate, un test batteria prima dell’esodo estivo è una misura concreta, soprattutto se l’avviamento è già meno pronto o se il veicolo resta fermo a lungo. Va controllato anche il liquido di raffreddamento. Il livello deve rimanere tra minimo e massimo a motore freddo. Se scende, non basta rabboccare e partire. Una perdita nel circuito o un problema alla ventola può trasformare una coda autostradale in un surriscaldamento serio. Lo stesso vale per olio motore, liquido lavavetri e spazzole tergicristallo, perché insetti, polvere e temporali estivi peggiorano rapidamente la visibilità.
No persone e animali in auto
Nessuno deve restare in un'auto parcheggiata durante un’ondata di caldo. Non per pochi minuti, non con i finestrini abbassati, non all’ombra. Il Ministero della Salute richiama l’attenzione su idratazione, riduzione dell’esposizione alle alte temperature e tutela delle persone fragili durante le ondate di calore. La NHTSA ricorda che il corpo di un bambino si scalda da tre a cinque volte più rapidamente rispetto a quello di un adulto e che abbassare i finestrini o parcheggiare all’ombra cambia poco la temperatura interna di un veicolo chiuso.