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Auto elettriche bloccate da remoto in Cina: cos'è il battery locking

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Il battery locking è l’intervento software con cui il costruttore limita da remoto l’energia realmente utilizzabile della batteria, andando a ridurre l'autonomia della vettura. Il tutto tramite gli aggiornamenti OTA, ovvero senza dover portare la vettura in officina

Nel linguaggio tecnico il battery locking indica una modifica dei parametri del Battery Management System, il sistema elettronico che governa la batteria ad alta tensione. Il BMS decide quanta energia può essere caricata, quanta può essere scaricata, con quali correnti, entro quali temperature e con quali margini di sicurezza. Su un’auto elettrica la capacità nominale del pacco batterie non coincide mai con tutta l’energia accessibile al guidatore. Una quota resta protetta da buffer superiore e inferiore per evitare scariche profonde, sovraccarichi e stress elettrochimico. Il battery locking interviene proprio su questa finestra utile. Il costruttore può restringerla via software, riducendo i kWh effettivamente disponibili pur lasciando invariata la batteria fisica.

 

Perché un costruttore può ridurre l'autonomia 

Secondo le ricostruzioni pubblicate in Cina e riprese da CarNewsChina, la pratica può avvenire tramite aggiornamenti OTA o tramite interventi software in officina. L’effetto segnalato dagli utenti è la riduzione della capacità utilizzabile, della potenza accettata in ricarica e della profondità di scarica ammessa dal sistema. Nelle segnalazioni citate dall’inchiesta, alcune vetture dichiarate per circa 500 km nel ciclo CLTC sarebbero scese sotto i 300 km nell’uso reale dopo aggiornamenti da remoto. Sono stati riportati anche tempi di ricarica rapida in corrente continua passati da circa 40 a 70 minuti. Un proprietario ha riferito che l’auto, prima dell’aggiornamento, accettava oltre 100 kWh in ricarica, mentre dopo si fermava intorno a 80 kWh, con stato di salute batteria ancora indicato al 95 per cento. La motivazione tecnica dichiarata è la protezione del pacco batterie. Ridurre le correnti di carica e restringere la finestra operativa può contenere lo stress termico, limitare l’invecchiamento chimico delle celle e ridurre il rischio di thermal runaway, cioè la fuga termica che può portare a incendio del pacco. Il ricercatore Zhang Xiang, citato dalle ricostruzioni cinesi, ha spiegato che questi interventi possono agire sulle soglie di carica e scarica del BMS

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