Lo stato di usura degli pneumatici è uno degli elementi più rilevanti per la sicurezza stradale, ma anche uno dei più sottovalutati nella manutenzione ordinaria dell’auto. La valutazione non riguarda solo il comfort di guida, ma incide direttamente su spazi di frenata, tenuta di strada e rispetto delle norme previste dal Codice della Strada.
Il primo parametro da considerare è la profondità del battistrada. La legge stabilisce che gli pneumatici per autovetture debbano avere un battistrada residuo non inferiore a 1,6 millimetri. Al di sotto di questa soglia, la gomma è considerata non idonea alla circolazione. Il limite è verificabile attraverso gli indicatori di usura presenti sulle scanalature: quando il battistrada arriva al loro livello, la sostituzione non è più rinviabile.
Dal punto di vista della sicurezza, tuttavia, il limite legale rappresenta una soglia minima e non un valore ottimale. Con battistrada inferiori ai 3 millimetri, soprattutto su fondo bagnato, l’efficienza dello pneumatico si riduce sensibilmente. La capacità di drenare l’acqua diminuisce e aumenta il rischio di aquaplaning, con effetti evidenti sulla stabilità del veicolo.
Oltre alla profondità del battistrada, è necessario valutare lo stato generale della gomma. Tagli, screpolature, rigonfiamenti sui fianchi o usura irregolare sono segnali di deterioramento che possono compromettere la struttura dello pneumatico. Anche in presenza di battistrada ancora entro i limiti, queste anomalie rendono consigliabile, se non necessaria, la sostituzione.
Cosa dice il Codice della Strada
Il Codice della Strada non si limita a fissare il valore minimo di usura. Prevede anche sanzioni in caso di circolazione con pneumatici lisci o danneggiati. La violazione comporta una multa amministrativa, la decurtazione di punti dalla patente e, nei casi più gravi, il ritiro del libretto di circolazione con obbligo di revisione. La responsabilità ricade interamente sul conducente, indipendentemente dalla frequenza di utilizzo del veicolo. Nello specifico circolare con pneumatici usurati (battistrada sotto 1,6 mm) in Italia comporta una multa da 87 a 344 euro e la decurtazione di 2 punti dalla patente; in caso di condizioni meteo avverse, i punti possono diventare 3 e il veicolo può essere bloccato con relative possibili spese di trasporto. Queste sanzioni sono previste dall'art. 79, comma 4 del Codice della Strada.
Un ulteriore aspetto spesso trascurato è l’invecchiamento dello pneumatico. Anche se poco utilizzate, le gomme tendono a perdere elasticità nel tempo. Dopo cinque o sei anni dalla data di produzione, indicata dal codice DOT sul fianco, le prestazioni possono degradarsi in modo significativo. Le case costruttrici raccomandano controlli periodici e una valutazione attenta oltre questa soglia temporale.