Il catalizzatore riduce le emissioni inquinanti prodotte dal motore, ma con il tempo può perdere efficienza o ostruirsi. Dalla spia motore alla perdita di potenza, ecco come riconoscere un guasto, quando è possibile intervenire con una pulizia e quanto costa sostituirlo
Una perdita di potenza improvvisa, consumi di carburante in aumento oppure la spia motore che rimane accesa. Sono alcuni dei sintomi che possono indicare un problema al catalizzatore dell'auto, componente fondamentale del sistema di scarico e spesso trascurato fino alla comparsa di un guasto. Presente sulle automobili a benzina e, con caratteristiche differenti, anche su quelle diesel, ha il compito di ridurre le sostanze inquinanti prodotte dalla combustione. Non richiede una sostituzione periodica come altri componenti, ma può deteriorarsi a causa di problemi al motore, temperature eccessive o depositi che ostacolano il passaggio dei gas di scarico. Prima di sostituirlo, però, è importante individuare l'origine del malfunzionamento, perché gli stessi sintomi possono dipendere da altri componenti.
Cos'è il catalizzatore dell'auto e a cosa serve
Il catalizzatore è un dispositivo installato lungo l'impianto di scarico che permette di ridurre le emissioni nocive del motore. Sulle automobili moderne è generalmente collocato vicino al propulsore, in modo da raggiungere rapidamente la temperatura necessaria al suo funzionamento. All'interno si trova una struttura in ceramica o metallo, attraversata da numerosi piccoli canali disposti a nido d'ape. Le superfici sono rivestite con materiali che contengono metalli preziosi, principalmente platino, palladio e rodio, capaci di favorire le reazioni chimiche che trasformano alcune sostanze inquinanti. Nei motori a benzina viene generalmente utilizzato un catalizzatore a tre vie, progettato per intervenire su tre categorie di sostanze. Il monossido di carbonio viene trasformato in anidride carbonica, gli idrocarburi incombusti vengono ossidati producendo anidride carbonica e acqua, mentre gli ossidi di azoto vengono ridotti principalmente ad azoto. Il catalizzatore non elimina quindi tutte le emissioni del motore, ma riduce la quantità di alcune delle sostanze più dannose presenti nei gas di scarico.
Come funziona il catalizzatore e quale ruolo ha la sonda lambda
Per lavorare correttamente, il catalizzatore deve raggiungere una temperatura di alcune centinaia di gradi. È uno dei motivi per cui i costruttori tendono a posizionarlo vicino al motore, limitando il tempo necessario per entrare in funzione dopo l'avviamento.
Nei motori a benzina il suo rendimento dipende anche dalla corretta composizione della miscela aria-carburante. Per questo viene utilizzata la sonda lambda, un sensore che misura la quantità di ossigeno presente nei gas di scarico e trasmette le informazioni alla centralina elettronica. Quest'ultima regola l'iniezione di carburante per mantenere il rapporto aria-benzina vicino al valore stechiometrico, pari a circa 14,7 parti di aria per una di carburante.
Molte automobili dispongono di una seconda sonda lambda, posizionata dopo il catalizzatore. Confrontando i segnali dei due sensori, la centralina può verificare se il dispositivo sta lavorando correttamente e segnalare un'eventuale perdita di efficienza.
Sui motori diesel il trattamento dei gas di scarico è più articolato. Al catalizzatore di ossidazione, indicato con la sigla DOC, si affiancano generalmente il filtro antiparticolato DPF e, su numerosi modelli, un sistema SCR che utilizza AdBlue per ridurre gli ossidi di azoto. Catalizzatore e filtro antiparticolato svolgono funzioni differenti, anche quando sono integrati nello stesso gruppo.
Catalizzatore intasato, quali sono i sintomi
Uno dei segnali più frequenti di un catalizzatore ostruito è la perdita di potenza del motore, particolarmente evidente durante le accelerazioni oppure quando si affronta una salita. Se i gas di scarico non riescono a uscire liberamente, aumenta la contropressione nell'impianto e il motore fatica a funzionare correttamente. Nei casi più gravi l'automobile può avere difficoltà a salire di giri e presentare un funzionamento irregolare. Anche l'avviamento può diventare difficoltoso quando l'ostruzione è particolarmente importante. Tra gli altri possibili sintomi figurano consumi superiori alla norma, rumori metallici provenienti dalla zona dello scarico e un odore anomalo dei gas emessi. Un rumore simile a un tintinnio può essere provocato dalla rottura della struttura interna in ceramica, mentre un odore di zolfo può accompagnare alcune condizioni di funzionamento anomalo. Nessuno di questi segnali, preso singolarmente, permette però di individuare con certezza un guasto al catalizzatore.
Un ulteriore campanello d'allarme è l'accensione della spia motore. In questo caso la centralina potrebbe aver rilevato una riduzione dell'efficienza del sistema di trattamento dei gas di scarico, anche in assenza di un'effettiva ostruzione.
Perché il catalizzatore si intasa o si rompe
Il catalizzatore è progettato per durare a lungo e non prevede normalmente un intervallo fisso di sostituzione. La sua durata dipende però dalle condizioni del motore e dal corretto funzionamento dei sistemi di alimentazione e accensione. Una delle cause più dannose è la presenza di carburante incombusto nei gas di scarico. Può verificarsi, ad esempio, quando una candela o una bobina difettosa provocano mancate accensioni nei cilindri. Il carburante raggiunge il catalizzatore e può bruciare al suo interno, provocando temperature molto elevate. Nei casi più gravi la struttura ceramica si danneggia o fonde, ostruendo parzialmente il passaggio dei gas. Anche il consumo eccessivo di olio motore può compromettere il funzionamento del dispositivo. I residui della combustione dell'olio possono depositarsi sulle superfici interne, riducendo progressivamente l'efficienza catalitica. Problemi analoghi possono derivare dall'ingresso di liquido refrigerante nella camera di combustione.
Non mancano i danni meccanici, provocati ad esempio da urti contro ostacoli o da un deterioramento del rivestimento esterno. Con il tempo, inoltre, il catalizzatore può perdere parte della propria capacità di conversione anche senza presentare un'ostruzione fisica.
Si può circolare con il catalizzatore guasto?
La risposta dipende dalle condizioni del componente e dai sintomi dell'automobile. Se il catalizzatore ha perso efficienza ma il motore funziona regolarmente, potrebbe essere possibile raggiungere un'officina senza particolari problemi di guidabilità. La presenza di una spia motore accesa richiede comunque un controllo, perché non permette di escludere altri guasti. Se invece l'auto presenta una forte perdita di potenza, difficoltà di accelerazione o un surriscaldamento anomalo, è opportuno fermarsi in sicurezza e richiedere assistenza. Lo stesso vale quando la spia motore lampeggia e il propulsore funziona in modo irregolare, situazione che può indicare mancate accensioni capaci di danneggiare rapidamente il catalizzatore. Circolare con il sistema antinquinamento inefficiente può inoltre comportare il mancato superamento della revisione periodica. L'articolo 79 del Codice della strada impone che i veicoli siano mantenuti in condizioni tali da rispettare i limiti previsti per le emissioni e la rumorosità. La rimozione del catalizzatore per eliminare il problema non costituisce quindi una soluzione ammessa per un'automobile destinata alla normale circolazione stradale. È necessario ripristinare il corretto funzionamento del sistema utilizzando componenti conformi alle specifiche di omologazione del veicolo.