Live In Roma, vicepremier ucraina Berezhna con Piero Benassi e Giuseppe De Bellis

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La vicepremier e ministra della Cultura ucraina Tatiana Berezhna è intervenuta in collegamento da Venezia, dove si trova per la Biennale al centro delle polemiche per la presenza del padiglione di Mosca. "La Russia alla Biennale è inaccettabile", ha detto Berezhna. In studio a Villa Torlonia a Roma anche l'ambasciatore Piero Benassi, ex rappresentante permanente dell'Italia presso l'Unione europea, e il direttore editoriale di Sky TG24, Giuseppe De Bellis

L'intervista alla vicepremier e ministra della Cultura ucraina Tatiana Berezhna ha concluso la giornata di incontri andata in scena a Live In Roma, l'evento di Sky TG24  ospitato dal tetro di Villa Torlonia (SEGUI LA GIORNATA IN DIRETTA). Berezhna è intervenuta da Venezia, dove si trova per la Biennale al centro delle polemiche per la presenza del padiglione russo. Una questione sulla quale la vice di Zelensky ha ribadito la netta contrarietà di Kiev: “Per l'Ucraina si tratta di una presenza inaccettabile”, ha ribadito con forza, sottolineando come questa circostanza sia vista dall'Ucraina come un tentativo di normalizzazione dell'aggressore russo. Posizione condivisa dall'ambasciatore Piero Benassi, ex rappresentante permanente dell'Italia presso l'Unione europea e altro ospite dell'appuntamento conclusivo di Live In. Berezhna ha messo in evidenza il sostegno ricevuto da 14 Paesi nella condanna della partecipazione di Mosca alla Biennale, sottolineando come la campagna di distruzione del regime di Vladimir Putin non sia affatto interrotta e abbia come obiettivo anche la distruzione del retaggio culturale ucraino. “Molti nostri artisti non possono essere presenti a Venezia perché sono stati uccisi dalla Russa”, ha ricordato, parlando della presenza di Mosca alla kermesse come quella di “un assassino” le cui colpe vengono ridimensionate. Allo stesso tempo, la vicepremier ha voluto sottolineare come la guerra non abbia scalfito, ma anzi abbia rafforzato il senso di identità e di appartenenza degli ucraini, che passa anche attraverso la loro produzione culturale”. “La cultura”, ha detto, “è un ponte che ci tiene uniti e resilienti”. Sul cessate il fuoco annunciato da Putin tra l'8 e il 10 maggio, Berezhna ha fatto sapere che la scelta se rispettarlo o meno è in capo a Volodymyr Zelensky, assicurando comunque che Kiev resterà sulla difensiva, essendo abituata alle menzogne russe. Nessuna risposta definitiva, invece, sulla data del possibile ingresso nell'Unione europea, con i negoziati che proseguono malgrado l'obiettivo del 2027 sembri al momento irrealistico. “Stiamo lavorando sodo al riforme e normative, ma siamo certi di condividere con l'Europa gli stessi valori e di poter mettere al servizio tante risorse e un notevole potenziale”