Unhcr, 250 milioni di sfollati per cambiamento climatico in 10 anni

Mondo

La stima corrisponde all'equivalente di 70.000 spostamenti giornalieri ed emerge dall’ultimo Report pubblicato dall’Unhcr in occasione della Conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici Cop30, che si è aperta il 10 novembre a Belém, in Brasile

Dal 2009 i paesi che hanno iniziato a segnalare casi di sfollamenti forzati generati da eventi climatici estremi o situazioni di crisi emergenziali, sono triplicati. E' quanto si legge nel report dell'Unhcr “No Escape II: The Way Forward”. Nel 2024 un terzo delle emergenze dichiarate e monitorate dall’agenzia hanno riguardato alluvioni, tempeste, caldo estremo e siccità e quasi la metà degli sfollati si trova in contesti in conflitto o dilaniati da crisi umanitarie come il Sudan, la Siria, le RDC, il Myanmar, Haiti e l’Ecuador. Quasi tutti i campi profughi esistenti, si legge nel report, dovranno affrontare un aumento senza precedenti delle temperature pericolose. In Africa, tre quarti del territorio è degradato e più della metà dei campi si trova in aree sottoposte a forti pressioni ambientali. Nel Sahel, sottolinea l'Unhcr, le comunità riferiscono che la perdita di mezzi di sussistenza legata al clima sta spingendo alcune persone a unirsi ai gruppi armati, un altro segno che lo stress ambientale può alimentare cicli di violenza e sfollamento. Inoltre, entro il 2050, i quindici campi profughi più caldi del mondo, situati in Gambia, Eritrea, Etiopia, Senegal e Mali, potrebbero sperimentare quasi 200 giorni di caldo estremo all'anno, mettendo a rischio la salute e la sopravvivenza dei loro abitanti. "Molti di questi luoghi rischiano di diventare inabitabili a causa della combinazione mortale di caldo estremo e alta umidità", avverte il rapporto secondo cui il numero di paesi altamente esposti ai rischi climatici aumenterà da tre a sessantacinque entro il 2040.