Il 5 ottobre i collegi elettorali di Siria hanno votato a Damasco e Aleppo, segnando una tappa nella transizione dopo la caduta di Bashar al-Assad nel dicembre 2024. Il presidente Ahmed al-Sharaa, ex combattente di Al Qaeda, cerca di consolidare il potere in un Paese diviso da 14 anni di guerra. Oltre 6.000 grandi elettori hanno partecipato al voto per due terzi dei 210 seggi parlamentari. I restanti 70 saranno nominati da Sharaa, decisione che determinerà la legittimità del nuovo Parlamento. La campagna elettorale è stata contenuta, senza manifesti né comizi pubblici. Impossibile, secondo le autorità, votare a suffragio universale per mancanza di infrastrutture e mezzi.
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