QAnon, cos'è la teoria del complotto nata nell'estrema destra americana pro-Trump

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È una teoria cospirazionista, basata sul nulla, molto diffusa tra i sostenitori del presidente. Afferma che esiste una trama segreta organizzata da un presunto "Deep State" occulto contro Trump ed è legata al cosiddetto PizzaGate, altra teoria complottista che accusa Democratici e alcune celebrità di far parte di una rete di satanisti pedofili

QAnon è una teoria del complotto di estrema destra secondo la quale esisterebbe un'ipotetica trama segreta organizzata da un presunto “Deep State”, poteri occulti che agirebbero contro Donald Trump e i suoi sostenitori. È una teoria cospirazionista, basata sul nulla, che tiene banco dal 2017 nell'estrema destra americana e se ne torna a parlare perché il 6 gennaio 2021 manifestanti vicini a QAnon hanno preso parte al violento assalto dei sostenitori di Donald Trump alla sede del Congresso al Campidoglio a Washington, in seguito al quale sono morte 4 persone, nel giorno in cui il Congresso doveva certificare la vittoria di Joe Biden alle Presidenziali. Partita online dalla piattaforma di condivisione 4Chan, e diffusa poi anche in alcune aree di Reddit, QAnon si incentra sui messaggi inviati da un presunta talpa dell'amministrazione americana con un ruolo molto importante negli affari di Stato, chiamato per l'appunto "Q".

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Secondo i seguaci di QAnon la cospirazione servirebbe a impedire che Trump smascheri un network internazionale di satanisti pedofili con al centro l’establishment finanziario internazionale, produttori e attori di Hollywood e i leader del Partito Democratico, tra cui Hillary Clinton e Barack Obama, ma anche la famiglia Bush. Si tratta di una tesi già emersa durante la campagna elettorale per le Presidenziali del 2016 nella cosiddetta teoria del PizzaGate, un’altra tesi complottista che accusava esponenti del partito Democratico e anche alcune celebrità di far parte di un gruppo di pedofili nascosto in una pizzeria di Washington DC, la Comet Ping Pong.

Come nasce QAnon

QAnon prende il nome da Q, autore di diversi post a partire dall’ottobre 2017 sulla piattaforma per la condivisione di immagini anonime 4chan, che hanno diffuso per la prima volta la teoria. “Q” sosteneva di essere un importante funzionario dell’amministrazione Trump e i suoi post, oltre a descrivere la teoria complottista, secondo i suoi seguaci conterebbero messaggi nascosti da decrifrare per sostenere Donald Trump nella sua “lotta” contro i poteri occulti del “Deep State”. I messaggi di “Q” sono arrivati anche su un’altra piattaforma di condivisione anonima, 8kun. Ma le teorie di QAnon sono presto sbarcate anche sui maggiori social network, tra cui Facebook e Twitter. Tra gli iscritti alle due piattaforme i seguaci di QAnon hanno raggiunto cifre considerevoli: sono nati gruppi e pagine, e secondo un’inchiesta interna, raccontata da Nbc, ad agosto 2020 erano “milioni” i sostenitori della teoria del complotto e migliaia i gruppi e le pagine. Facebook ha rimosso alcune di queste pagine, gruppi, oltre a profili personali. Sempre nell’estate 2020 Twitter ha annunciato di aver chiuso 7mila account che diffondevano le teorie QAnon e ha spiegato che avrebbe continuato il suo impegno per limitarne la diffusione.

QAnon e le Presidenziali 2020

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Generalmente i Repubblicani hanno sempre preso le distanze da QAnon, ma non sono mancati sostenitori della teoria che sono riusciti a conquistare candidature alle Primarie del partito per le elezioni di Camera e Senato contestuali alle Presidenziali del 2020. Secondo il sito Axios, erano 11 i sostenitori di QAnon candidati al Congresso alle elezioni. Marjorie Taylor Greene, donna d'affari sostenitrice di QAnon e nota anche per posizioni razziste e antisemite, è riuscita a vincere in Georgia conquistando un seggio alla Camera. C’è poi Lauren Boebert, eletta come senatrice in Colorado, che in un'intervista aveva detto di sperare che tutto quanto raccontato da QAnon fosse "reale”, ma dopo aver vinto le primarie repubblicane aveva tentato di prendere le distanze da quelle affermazioni, affermando di non esserne una seguace.

L’assalto al Congresso

Il 6 gennaio 2021 seguaci di QAnon, insieme ad altri gruppi organizzati di estrema destra e del suprematismo bianco, come i Proud Boys o il movimento dei Boogaloo, prendono d’assalto il Congresso al Campidoglio al Washington, nel giorno in cui i parlamentari devono certificare la vittoria di Joe Biden alle Presidenziali e quindi la sconfitta di Trump. In un comizio nelle ore precedenti il presidente uscente aveva insistito sulla falsa teoria delle elezioni truccate: "Fermeremo il furto" dei voti, aveva affermato istigando di fatto la protesta (COSA RISCHIA TRUMP: IPOTESI RIMOZIONE O IMPEACHMENT). Tra i rivoltosi più fotografati, c'era Jake Angeli, che ha fatto irruzione al Congresso vestito da vichingo con una pelliccia, col volto dipinto a stelle e strisce e impugnando una bandiera americana: è tra i seguaci di QAnon e una delle figure più note tra i suoi sostenitori (CHI È). I sostenitori di Trump sono riusciti a fare irruzione nonostante il Congresso fosse stato messo in lockdown e sono anche riusciti a irrompere nell’aula del Senato e nelle stanze dei parlamentari, tra i quali anche quello della speaker della Camera Nancy Pelosi. Ne sono nati scontri con le forze dell’ordine, con l’Fbi e la Guardia nazionale intervenute successivamente. Il bilancio è di 4 morti, diversi feriti e decine di arresti.

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