Introduzione
I partiti a maggioranza araba potrebbero conquistare 17 seggi nel parlamento israeliano. A dirlo sono i primi risultati e gli exit poll delle elezioni in Israele, dove la partecipazione al voto da parte dei cittadini palestinesi ha raggiunto il livello più alto degli ultimi decenni. Secondo Al Jazeera, l'affluenza alle urne degli elettori palestinesi in Israele si è attestata intorno all'80%: cifra storica che supera il record del 1999. “Speriamo che i risultati finali delle elezioni consentano al blocco anti-Netanyahu di ottenere i 61 seggi necessari per formare un governo”, ha dichiarato il leader della Lista Araba Unita, Mansour Abbas
Quello che devi sapere
I partiti arabi al voto in Israele
In Israele, la rappresentanza politica dei cittadini arabi è articolata in diverse formazioni, accomunate da alcune rivendicazioni sui diritti civili e sull'uguaglianza, ma divise sulle strategie politiche e sul rapporto con le istituzioni dello Stato. Si tratta di Hadash, Ta’al e Balad, partiti che si presentano insieme nella Lista Comune, e la formazione islamista Ra’am, che invece corre da sola.
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La Lista Comune
La Lista Comune (Joint List) è una coalizione elettorale che riunisce le principali forze politiche arabe: Hadash, Ta’al e Balad. Ricostituita nel 2026 dopo anni di divisioni, l'alleanza nasce con l'obiettivo di rafforzare la rappresentanza politica degli elettori arabi alla Knesset, il Parlamento israeliano. Non si tratta di una forza politica omogenea: i tre partiti differiscono per orientamento religioso, ideologia e strategia nei rapporti con i partiti e i governi israeliani.
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Hadash
Hadash, acronimo ebraico del Fronte Democratico per la Pace e l'Uguaglianza, è una formazione di sinistra con una componente socialista e una tradizione legata al movimento comunista israeliano. A differenza di altre formazioni a prevalente rappresentanza araba, si definisce un partito arabo-ebraico poiché riunisce esponenti e attivisti di entrambe le comunità e prevede anche la presenza di candidati ebrei nelle proprie liste. Il suo elettorato, tuttavia, è composto in larga maggioranza da cittadini arabi israeliani.
Ta'al
Fondato da Ahmad Tibi, Ta’al (Movimento Arabo per il Rinnovamento) concentra la propria attività sulla tutela dei diritti dei cittadini palestinesi di Israele e sulla loro rappresentanza nelle istituzioni. Sul piano politico, Ta’al condivide con Hadash e Balad la necessità di rafforzare il peso dell'elettorato arabo, mantenendo però una propria identità e una propria leadership.
Balad
Balad, l'Assemblea Nazionale Democratica, è una formazione laica e nazionalista palestinese. Tra i suoi obiettivi c'è la trasformazione di Israele in uno “Stato di tutti i suoi cittadini”, superando un modello nel quale l'identità ebraica dello Stato abbia una posizione privilegiata rispetto agli altri gruppi nazionali. È una delle forze più distanti dalla strategia pragmatica di Ra’am sulla partecipazione alle coalizioni.
Ra'am
Guidato da Mansour Abbas, Ra'am è legato alla corrente meridionale del Movimento islamico in Israele. Caratterizzato da un approccio pragmatico alla politica parlamentare, il partito corre da solo alle elezioni. Tra i suoi obiettivi, ottenere risorse, servizi e interventi concreti per le comunità arabe, mantenendo aperta la possibilità di negoziare con altre forze politiche. Il passaggio più significativo è arrivato nel 2021, quando Ra’am ha partecipato alla coalizione di governo guidata da Naftali Bennett e Yair Lapid, diventando la prima formazione araba indipendente a entrare in una coalizione di governo israeliana.
La nascita della Lista Comune
Nata nel 2015, la Lista Comune ha inizialmente riunito Hadash, Ra’am, Ta’al e Balad. Nel 2020 l'alleanza ha ottenuto 15 seggi alla Knesset, diventando una delle forze parlamentari più consistenti, ma le divergenze sulla strategia politica e sulla partecipazione a un governo hanno poi portato alla rottura dell'unità.
L'alleanza nel 2026
Nel 2026 il progetto di riunificazione della Lista Comune è tornato al centro delle trattative. A giugno, Hadash, Ta’al e Balad hanno annunciato l'intenzione di presentarsi insieme, senza Ra’am, che ha mantenuto una posizione distinta. La scelta di presentarsi insieme deriva anche dal fatto che in Israele è necessaria una soglia del 3,25% dei voti per entrare in Parlamento. L'alleanza permette quindi alle formazioni più piccole di aumentare le possibilità di ottenere seggi.
Perché il voto arabo può essere decisivo
Il peso delle forze arabe dipende anche dalla frammentazione del sistema parlamentare israeliano, nel quale la formazione di una maggioranza richiede accordi tra più partiti. Le formazioni arabe possono quindi incidere sugli equilibri politici attraverso accordi, sostegni esterni o votazioni decisive. Seppure vi siano differenze tra le varie forze politiche arabe, restano comunque alcune questioni in comune: dalla rappresentanza dei cittadini arabi alle disuguaglianze socioeconomiche, fino alla sicurezza delle comunità e al conflitto israelo-palestinese.