Si tratta di una frase diventata virale durante le proteste studentesche in Francia. L'espressione è nata da un messaggio su Snapchat che alcuni manifestanti sospettano sia stato scritto da un poliziotto nel tentativo di infiltrarsi nei gruppi degli studenti. L'ipotesi non è stata confermata. La frase si è poi diffusa sui social ed è stata ripresa anche durante le manifestazioni in Italia
"Bismillah, c’est les ténèbres", traducibile come “In nome di Allah, sono arrivate le tenebre", è uno degli slogan che si sono diffusi durante le proteste in Francia. La frase, che mescola arabo e francese, compare sui cartelli esibiti dai manifestanti ed è diventata un meme sui social. L’espressione è nata da un messaggio pubblicato su Snapchat, che alcuni studenti sospettano sia stato scritto da un agente di polizia che, all’inizio delle proteste, avrebbe cercato di infiltrarsi nei gruppi in cui venivano organizzate le occupazioni, fingendosi un liceale. Un'ipotesi che, al momento, non ha trovato conferme.
Il significato dello slogan e la sua origine
La parola araba "Bismillah" significa "In nome di Allah". La seconda parte dello slogan, "c’est les ténèbres", significa invece "sono arrivate le tenebre". La frase sembra imitare il gergo giovanile dei francesi, che spesso mescolano parole arabe e francesi. In base a quanto ricostruito, l’espressione è comparsa all'inizio di ottobre in un messaggio pubblicato su Snapchat da un utente di nome Mamadou, accompagnato da emoji con la bandiera dell’Algeria. L'utente chiedeva di essere aggiunto a un gruppo di studenti, scrivendo: "Ciao! Bismillah, è buio/ Quando c'è il blocco, wallah, fratello mio?/ Distruggeremo tutto / Aggiungimi al gruppo del blocco di Aichek!”. Alcuni manifestanti sospettano che il messaggio possa essere stato inviato da un agente nel tentativo di infiltrarsi nei gruppi privati degli studenti. La frase è così diventata un meme sui social media francesi e nel giro di pochi giorni è apparsa sui cartelli delle manifestazioni in tutta la Francia.
Il significato
Lo slogan viene usato sia per ridicolizzare il presunto tentativo di infiltrazione sia per denunciare quello che alcuni manifestanti considerano un atteggiamento razzista, attribuito alla polizia, che avrebbe mescolato lo slang della Gen Z a espressioni arabe senza capirne il significato. Phèdre Quémener, studentessa di un liceo di Parigi, ha dichiarato al New York Times che il messaggio viene percepito “come un esempio di razzismo perché lascia intendere che siano gli arabi a compiere atti di vandalismo". Secondo la ragazza, lo slogan è "un tentativo davvero pessimo di imitare il modo di parlare dei giovani". Anche Elsa Sauveroche, di Nizza, ha commentato lo slogan a The Independent: "È goffo. Quando l'ho sentito per la prima volta mi è sembrato ridicolo...".
La diffusione dello slogan nelle manifestazioni
L'origine del messaggio resta incerta. Non esistono prove che la polizia abbia tentato di infiltrarsi nei gruppi social dei manifestanti. Nel frattempo, lo slogan si è diffuso tra i manifestanti ed è stato utilizzato anche dall'attivista Greta Thunberg, che lo ha pronunciato il 13 ottobre rivolgendosi ai partecipanti a una manifestazione nella Seine-Saint-Denis. Lo slogan ha poi superato i confini francesi: è arrivato a Bologna durante le manifestazioni studentesche dello scorso 15 ottobre ed è stato ripreso anche a Milano.