La questione è stata tirata fuori da un articolo de Il Foglio nel quale si specifica come la relatrice Onu abbia indossato abiti dei brand Loro Piana e Celine, entrambi appartenenti al colosso francese del lusso LVMH, attenzionato dai pro-Pal
Francesca Albanese, la relatrice Onu per i territori palestinesi occupati, è al centro delle polemiche per essere comparsa sulla copertina di una rivista di moda di lusso - la britannica Love Magazine - indossando dei capi di marchi ritenuti dai pro-Pal vicino a Israele. Gli abiti sono stati scelti dalla stylist della rivista.
Le polemiche
La questione è stata tirata fuori da un articolo de Il Foglio nel quale si specifica come Albanese abbia indossato abiti dei brand Loro Piana e Celine, entrambi appartenenti al colosso francese del lusso LVMH. Aprendo Boycat, il portale in cui si possono cercare i marchi per vedere se abbiano legami con attività che "sostengono l'occupazione israeliana, l'apartheid o violano i diritti dei palestinesi", LVMH risulta avere "problemi etici" perché "il CEO di LVMH Bernard Arnault e Howard Schultz hanno investito nella società israeliana di cybersicurezza Wiz, partecipando a un round di finanziamento da 120 milioni di dollari, che ha portato la valutazione di Wiz a 1,7 miliardi di dollari". E per lo stesso motivo risultano attenzionate quindi Loro Piana e Celine. Un'altra piattaforma citata da Il Foglio, The boycott directory, aggiunge che "nel 2022, LVMH Luxury Ventures ha preso parte a un round da 90 milioni di dollari per Lusix, un'azienda israeliana produttrice di diamanti coltivati in laboratorio", sottolineando come il colosso abbia anche responsabilità in termini di danni ambientali, violazioni dei diritti umani e animali.