L'assemblea generale vota oggi una risoluzione, sponsorizzata dal Togo, in cui si chiede di eliminare quell'atlante e sostituirlo con uno più accurato, riporta il Guardian
L'Onu potrebbe sostituire la mappa del mondo disegnata dal navigatore Gerardo Mercatore (in fiammingo Gerhard Kremer, ndr) nel 1569. Per l'epoca fu una rivoluzione e ancora oggi è usata dai marinai, ma la cartina non riflette le dimensioni reali dei continenti - soprattutto dell'Africa - e dunque va consegnata agli archivi. L'assemblea generale dell'Onu vota oggi una risoluzione, sponsorizzata dal Togo, in cui si chiede di eliminare quell'atlante e sostituirlo con uno più accurato, riporta il Guardian.
La 'Nova et Aucta Orbis Terrae Descriptio ad Usum Navigantium Emendate Accommodata' era stata pensata 457 anni fa dal geografo fiammingo Mercatore per la navigazione. La sua 'proiezione' è ancora un punto di riferimento per il tracciamento delle rotte, ma le forme e soprattutto le proporzioni dei Paesi sono tutt'altro che accurate. Per esempio, Groenlandia e Africa hanno più o meno le stesse dimensioni, ma il continente è 14 volte più grande dell'isola artica e per questo motivo serve un nuovo planisfero.
Secondo Robert Dussey, ministro degli Esteri del Togo, la risoluzione sponsorizzata dal suo Paese è sostenuta da numerose nazioni, tra cui gli altri 54 stati membri dell'Unione africana. "Questa discussione non è di natura politica ma scientifica, perché ci sono prove scientifiche e quindi tutti dobbiamo accettare la realtà" ha detto Dussey.
Le risoluzioni dell'Onu non sono vincolanti, ma se questa fosse approvata si potrebbe arrivare a un aggiornamento dei programmi di studio e della tecnologia di tutti i giorni, dato l'ampio utilizzo della proiezione di Mercatore nei campi dell'istruzione, della tecnologia e anche della politica.
L'attuale disposizione del mondo fu introdotta dal cartografo fiammingo Mercatore nel 1569 per aiutare i marinai a navigare i mari. Quasi cinque secoli dopo, rimane lo standard globale.
Tuttavia, a causa delle sue proiezioni dell'epoca, le regioni vicine all'equatore sembrano molto più piccole di quanto non siano in realtà, mentre le aree ad alta latitudine appaiono molto più grandi. "Si potrebbero mettere gli Stati Uniti, la Cina, l’India, il Giappone, il Messico e gran parte dell’Europa in Africa e ci sarebbe ancora terra a sufficienza" si legge in una petizione pubblicata su Change.org per la campagna #CorrectTheMap, che ha raccolto più di 11 mila firme. L’Unione Africana ha sostenuto la campagna nell’agosto 2025 e poi ha chiesto al Togo di guidarne l’adozione.
Storici e geografi sostengono da anni che la proiezione di Mercatore sia radicata in stereotipi occidentali. Gli attivisti hanno ripreso questo concetto, con alcuni che hanno coniato il termine 'colonialismo cartografico'. Alcuni sostengono che la mappa abbia influenzato in modo sottile le dinamiche di potere internazionali, minimizzando la presenza fisica del Sud del mondo e gonfiando visivamente le nazioni dell'emisfero nord, mentre rimpicciolisce le regioni equatoriali. Questo, dicono, ha rafforzato i pregiudizi sistemici nel commercio internazionale, nelle priorità di sviluppo e nei sistemi educativi.
Uno dei critici più noti della proiezione di Mercatore è stato Arno Peters, uno storico tedesco che nel 1973 ha lanciato la sua personale mappa del mondo basata sulla proiezione Gall–Peters e spesso è stata utilizzata come alternativa alla mappa di Mercatore.
La campagna #CorrectTheMap sta promuovendo l'uso del design più accurato Equal Earth del 2018, sviluppato da un team internazionale di cartografi. I sostenitori dicono che aiuterà a cambiare la percezione dell'Africa e a decolonizzare i programmi scolastici globali. Anche alcuni analisti sono d'accordo, come JJ Enoch, associato senior con sede a Londra presso JS Held, una società di consulenza sui rischi geopolitici. Enoch ha affermato che la proiezione di Mercatore riduce visivamente la vera scala dell'Africa e ha collegato la campagna alla ricerca da parte degli stati africani di “maggiore influenza nelle istituzioni globali e maggiore controllo su come viene rappresentato il continente”.
Enoch ha poi aggiunto: “Adottare una mappa a superficie equivalente fornirebbe una base più accurata per l'istruzione e la comprensione pubblica, segnalando allo stesso tempo che l'importanza demografica, economica e geopolitica dell'Africa non dovrebbe più essere vista attraverso convenzioni ereditate e distorte”.
Le autorità togolesi sperano che il voto vada nella stessa direzione di un’altra decisione sostenuta dall’Unione Africana all’Onu quest’anno: a marzo scorso, una risoluzione sponsorizzata dal Ghana per definire la tratta degli schiavi come il “crimine più grave contro l’umanità” è stata approvata con 123 stati a favore. Soltanto tre stati hanno votato contro e 52 si sono astenuti.
Il successo del Ghana ha dato ai sostenitori della causa della mappa motivo di sperare in un risultato favorevole. Il governo del Togo sta pianificando un evento a Lomé, la capitale togolese, con l'Unesco, l’Unione Africana e marchi tecnologici come Google Maps nel primo trimestre del prossimo anno per definire l’implementazione della risoluzione.