Una nuova strage del mare e della disperazione, il cui bilancio è destinato ad aggravarsi con il passare delle ore. Secondo le informazioni raccolte dai soccorritori, a bordo del caicco, salpato dal Gambia 27 giorni fa e diretto all'arcipelago spagnolo, viaggiavano complessivamente 128 migranti
Un barcone carico di migranti rimasto per 27 giorni alla deriva nell’Atlantico e soccorso all’alba di giovedì a circa 65 miglia a sud-est dell’isola di Gran Canaria. Una nuova strage del mare e della disperazione, il cui bilancio è destinato ad aggravarsi con il passare delle ore. Al momento alcune fonti parlano di decine di vittime. Stando al racconto dei sopravvissuti, a bordo del caicco, salpato dal Gambia 27 giorni fa e diretto all'arcipelago spagnolo viaggiavano complessivamente 128 migranti.
Cosa sappiamo sul naufragio e sui soccorsi
La nuova strage sulla rotta migratoria verso le Canarie avviene nel pieno della crisi legata all'ondata migratoria che ha portato migliaia di migranti a fine luglio a Ceuta. Il caicco, le fragili imbarcazioni utilizzate dai pescatori in Nord Africa, è stato individuato nella serata di mercoledì a circa 120 chilometri a sud-est di Gran Canaria. Una motovedetta del Salvataggio Marittimo ha raggiunto l'imbarcazione poco dopo le 23, soccorrendo 44 persone, tutti uomini di origini subsahariane, e ha ritrovato 5 cadaveri a bordo. Tuttavia, le avverse condizioni del mare, con vento a 20 nodi e onde fino a 2,5 metri, hanno impedito il recupero dei corpi. Tre dei superstiti, in gravi condizioni, sono stati trasferiti in elicottero all'ospedale universitario Doctor Negrin di Gran Canaria. Gli altri 41 migranti sono sbarcati nel porto di Arguineguin alle 4.40 di oggi, soccorsi dai servizi sanitari e dai volontari della Croce Rossa. Secondo un portavoce della Ong Caminando Fronteras, la Guardia Civil ha confermato che le iscrizioni sullo scafo del barcone recuperato corrispondono a quelle di un'imbarcazione partita il 7 agosto con 128 persone a bordo, tra qui quattro donne e una neonata.