Sudafrica, migliaia di sardine morte sulle coste: sospetti sul virus Phv

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Migliaia di sardine sono state trovate morte lungo le spiagge di Gqeberha, sulla costa meridionale del Sudafrica, secondo episodio dopo quello nel Western Cape di poche settimane fa. L'ipotesi principale delle autorità è il Pilchard Herpesvirus (Phv), mai identificato prima nelle sardine sudafricane, ma la causa non è ancora confermata. Timori per l'ecosistema costiero e per il pinguino africano, specie in pericolo critico

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Migliaia di sardine sono state rinvenute morte negli ultimi giorni sulle spiagge di Gqeberha (Port Elizabeth), lungo la costa meridionale del Sudafrica. Si tratta del secondo episodio del genere in poche settimane, dopo quello registrato nel Western Cape, e la sequenza allarma sia le autorità sia la comunità scientifica.

Il possibile ruolo del virus Phv

Il Department of Forestry, Fisheries and the Environment (Dffe) ha definito "probabile" un collegamento tra i due eventi, pur precisando che il nesso deve ancora essere confermato da ulteriori analisi. Per il governo, l'ipotesi principale resta il Pilchard Herpesvirus (Phv), un patogeno già associato alle imponenti morie di sardine registrate in Australia e Nuova Zelanda negli anni Novanta. Il virus non era però mai stato individuato prima nelle sardine sudafricane, e le autorità sottolineano che non è ancora stato indicato in via definitiva come causa della mortalità.

Le altre ipotesi al vaglio

I ricercatori stanno valutando anche il peso di fattori ambientali: acque povere di ossigeno, anomalie oceanografiche e fioriture algali potrebbero aver reso i pesci più vulnerabili all'infezione. Segnalazioni di spiaggiamenti sono arrivate anche dalla vicina Namibia.

I rischi per l'ecosistema

Le sardine sono una specie chiave della catena alimentare marina e una fonte di nutrimento essenziale per delfini, foche, uccelli marini e per il pinguino africano, già classificato in pericolo critico. Secondo il Wwf Sudafrica e diversi scienziati locali, un forte calo degli stock potrebbe innescare effetti a cascata sull'intero ecosistema costiero. Nella baia di Algoa, che ospita una delle più importanti colonie di pinguini africani al mondo, i conservazionisti temono un ulteriore peggioramento nella disponibilità di cibo per una specie già sotto pressione a causa della pesca e del declino delle popolazioni di sardine.

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