Trump minaccia il Canada: "Il Lago Ontario si chiamerà Lago America"

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Nuovo affondo del presidente Usa nella guerra commerciale con Ottawa. Su Truth, Donald Trump minaccia di ribattezzare "Lago America" il Lago Ontario, condiviso dai due Paesi, e accusa il Canada di "truffare" gli Stati Uniti "da decenni", dopo aver definito "pagliacci" il premier dell'Ontario Doug Ford e il primo ministro Mark Carney. La proposta si aggiunge ai cambi di nome imposti nel secondo mandato, dal Golfo d'America al Mount McKinley

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Donald Trump alza ancora il tiro nello scontro commerciale con il Canada e mette nel mirino perfino il nome di un lago. Su Truth, il presidente statunitense ha minacciato di ribattezzare "Lago America" il Lago Ontario, lo specchio d'acqua condiviso da Stati Uniti e Canada, motivando l'idea con il raffreddamento dei rapporti economici tra Washington e la provincia canadese.

 

"Gli Stati Uniti stanno seriamente valutando di cambiare il nome del Lago Ontario in Lago America, dato che non prevediamo di fare più molti affari con l'Ontario", ha scritto il tycoon sul suo social. L'uscita arriva nel pieno di una fase di forte tensione commerciale tra i due Paesi, alleati storici ma sempre più distanti sui dossier economici.

"Senza di noi il Canada non sopravvivrebbe"

Già nelle ore precedenti Trump aveva usato toni durissimi verso Ottawa. "Per decenni l'America ha sostenuto il Canada, ma ora basta. Gli Stati Uniti saranno sempre molto più grandi, ricchi e forti del Canada. Senza di noi, il Canada non potrebbe sopravvivere", ha scritto il presidente, rivendicando il peso economico di Washington nei confronti del vicino settentrionale.

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"Il Canada ci truffa da decenni"

In un ulteriore messaggio, il presidente ha rincarato la dose sul piano commerciale, accusando Ottawa di pratiche scorrette ai danni dell'economia statunitense. "Il Canada sta truffando gli Stati Uniti da decenni. Hanno imposto ai nostri agricoltori dazi del 400% e oltre. Hanno causato il fallimento di molte eccellenti aziende statunitensi", ha scritto. Trump ha citato anche il caso dei jet Gulfstream: secondo il presidente, per dieci anni Ottawa si sarebbe rifiutata di certificarli per favorire il concorrente canadese, "finché non sono intervenuto io". "Ho a che fare con molti Paesi, e il Canada è senza dubbio il più difficile e irragionevole. Si sentono in diritto di pretendere, ma non sono uno Stato Usa e non potranno più avanzare tali pretese", ha concluso.

Gli attacchi a Ford e Carney

Nel mirino del presidente sono finiti in particolare il premier dell'Ontario Doug Ford e il primo ministro canadese Mark Carney, quest'ultimo declassato da Trump al rango di semplice "governatore". "Qualcuno dovrebbe far rigare dritto questi pagliacci, altrimenti le conseguenze per il Canada saranno ben peggiori", ha avvertito, criticando la "pessima leadership" alla guida del Paese.

La minaccia di Ford sull'elettricità

Sul fronte opposto, Ford non ha arretrato. Il premier dell'Ontario ha sostenuto che il Canada dovrebbe prepararsi a tagliare le forniture di elettricità e di minerali critici agli Stati Uniti nell'ambito della guerra commerciale. In un'intervista all'agenzia Associated Press, Ford ha accusato Trump di aver "dichiarato guerra al suo amico e al suo alleato più vicino", alzando ulteriormente la posta nello scontro tra i due Paesi.

Trump e la "mania" di ribattezzare monumenti e geografia

La minaccia sul Lago Ontario si inserisce in una serie di ribattezzamenti che hanno segnato il ritorno di Trump alla Casa Bianca. Con un ordine esecutivo firmato il primo giorno di mandato, il presidente ha imposto il passaggio dal Golfo del Messico al Golfo d'America, applicabile alle mappe e agli usi federali statunitensi. Con lo stesso provvedimento ha restituito il nome di Mount McKinley alla vetta più alta del Nord America, in Alaska, cancellando la denominazione Denali che l'amministrazione Obama aveva ripristinato nel 2015 in omaggio alla tradizione dei nativi. A questi atti formali si aggiungono le rivendicazioni ricorrenti del presidente su Groenlandia e Canale di Panama, oltre allo stesso Canada, più volte evocato come possibile "51esimo Stato".

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