L'Agenzia delle dogane e dei monopoli ha disposto l'inibizione di polymarket.com, tra i domini inseriti nell'elenco dei siti di gioco aggiornato al 10 luglio. I provider italiani dovranno impedire l'accesso alla piattaforma di prediction market, che finora restava consultabile pur senza possibilità di puntare. Il provvedimento arriva mentre il marchio campeggia sulle maglie della Lazio
Polymarket potrebbe a breve non essere più raggiungibile dall'Italia. Secondo Adnkronos l'Agenzia delle dogane e dei monopoli ha inserito il dominio polymarket.com nell'elenco dei siti di gioco soggetti a inibizione (lista aggiornata al 10 luglio). Il provvedimento obbliga i fornitori di connettività a bloccare l'accesso e a reindirizzare gli utenti verso la pagina con cui l'Adm segnala che il sito richiesto non possiede le autorizzazioni necessarie per raccogliere gioco nel Paese.
Si tratta di una delle piattaforme di prediction market più note al mondo: consente di comprare e vendere, pagando in criptovalute, contratti legati all'esito di eventi politici, economici, sportivi e di attualità.
Cosa cambia rispetto a prima
Fino a ieri lo scenario era diverso. Il sito si apriva regolarmente e permetteva di consultare i mercati, le probabilità elaborate dagli scambi e l'andamento delle singole previsioni. A chi si collegava dall'Italia era però preclusa l'operatività: niente ordini, niente denaro puntato. Il filtro veniva applicato attraverso la geolocalizzazione dell'indirizzo Ip e poteva essere aggirato con una Vpn, simulando un collegamento da un Paese senza restrizioni. Una pratica vietata dalle condizioni d'uso della piattaforma, che prevedono in questi casi il blocco dell'account o dei fondi.
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Come funziona un prediction market
Il meccanismo si basa sulla compravendita di contratti agganciati al verificarsi di un evento. Gli utenti acquistano posizioni "Sì" o "No" il cui prezzo oscilla tra zero e un dollaro e viene letto come la probabilità che il mercato attribuisce a quell'esito: un contratto scambiato a 70 centesimi corrisponde a una probabilità implicita del 70%. Alla chiusura del mercato la posizione vincente vale un dollaro, quella perdente zero. Il perimetro non si esaurisce nello sport o nello spettacolo: si scommette anche su elezioni, decisioni politiche, crisi internazionali, operazioni militari.
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I casi che hanno acceso i sospetti
Durante gli attacchi contro l'Iran del febbraio 2026 sulla piattaforma sono transitati 529 milioni di dollari su contratti legati alla tempistica dei raid, ai quali si sono aggiunti altri 150 milioni sull'uscita di scena della Guida suprema iraniana. Sei conti, alimentati poche ore prima dell'operazione, avrebbero incassato complessivamente 1,2 milioni: da qui i sospetti sull'uso di informazioni riservate. Ancora più netto il caso venezuelano, con un militare statunitense accusato di aver sfruttato informazioni classificate sull'operazione contro Nicolás Maduro per guadagnare circa 400mila dollari.
Il terreno politico resta il principale motore del sito. Il mercato sulle presidenziali americane del 2024 ha da solo generato scambi per circa 3,6 miliardi di dollari, mentre i contratti elettorali vengono aperti su decine di consultazioni in tutto il mondo. Nel 2025 la Romania aveva già iscritto Polymarket nella propria lista nera, dopo che sulla tornata elettorale del Paese erano finiti circa 15 milioni di dollari.
Il paradosso: oscurato dall'Adm, sponsor della Lazio
La decisione dell'Agenzia produce una situazione singolare, perché nel frattempo il marchio ha allargato la propria presenza commerciale nel calcio italiano. Dal 18 aprile 2026 Polymarket è main sponsor della Lazio: il logo compare sulla parte frontale della maglia biancoceleste nell'ambito di un accordo pluriennale destinato a durare almeno fino al giugno 2028, il cui valore complessivo, secondo le ricostruzioni di settore, si aggirerebbe sui 22 milioni di euro.
Un'intesa pluriennale è stata firmata anche con la Lega Serie A, ma circoscritta agli Stati Uniti: lì Polymarket è diventata la piattaforma ufficiale ed esclusiva dei prediction market del campionato italiano, con integrazioni del marchio sui canali digitali e mediatici americani della Lega e contratti costruiti sui dati ufficiali della Serie A forniti da Genius Sports. La distinzione territoriale è netta: mentre in Italia il dominio viene inibito dall'autorità di settore, negli Stati Uniti lo stesso marchio serve alla Serie A per aumentare visibilità e coinvolgimento del pubblico.