Sale a sei il bilancio della sparatoria avvenuta lunedì in una struttura di accoglienza per minori a Stade, in Bassa Sassonia. Cinque persone sono morte sul posto, una sesta in ospedale. Ci sono anche diversi feriti, alcuni gravi. Il presunto autore della sparatoria, aveva un appuntamento oggi per discutere della custodia della figlia proprio con le persone che poi ha colpito, uccidendole: è stato arrestato e altre due persone sono state fermate per un possibile collegamento
Sale a sei il bilancio delle vittime della sparatoria avvenuta lunedì a Stade, cittadina della Bassa Sassonia, nel nord della Germania, al confine con Amburgo. Cinque persone sono morte sul posto, mentre una sesta è deceduta in ospedale in serata per la gravità delle ferite. I colpi sono stati esplosi in una struttura di accoglienza per minori. Diverse altre persone sono rimaste ferite, alcune in modo grave. Il presunto autore della sparatoria, un uomo, è stato arrestato e altre due persone sono state fermate per un possibile collegamento con gli eventi. Lo ha dichiarato la polizia tedesca, definendo il crimine una probabile "tragedia familiare allargata". Le sei vittime, ha riferito un portavoce della polizia all'Afp, sono tutte adulte.
Il luogo della sparatoria
La sparatoria è avvenuta in una struttura di accoglienza per minori, che ospiterebbe anche gruppi residenziali per madri e figli, in Dankersstrasse, nel centro di Stade. Lo riferisce il quotidiano Bild. Secondo la polizia, tutte le vittime si trovavano all'interno dell'edificio. La città conta circa 50mila abitanti e sorge a ridosso di Amburgo. Le forze dell'ordine, attraverso il dipartimento di Lüneburg, hanno invitato la popolazione a tenersi lontana dalla zona.
Un testimone: "Ho sentito degli spari"
Dal centro di assistenza per minori, raccontano alcuni testimoni, si sono levate urla fortissime. "Ho sentito degli spari", ha riferito una persona al quotidiano locale Stader Tageblatt. Un altro testimone ha descritto a Focus Online una scena concitata: una donna e un uomo avrebbero tentato di allontanarsi in auto dal luogo della sparatoria. Un agente avrebbe intimato loro di fermarsi ma la vettura avrebbe proseguito la corsa. A quel punto diversi poliziotti avrebbero aperto il fuoco: secondo la stima del testimone sarebbero stati esplosi almeno dieci o quindici colpi. Poco dopo, le forze dell'ordine avrebbero portato fuori dall'edificio una persona su una barella, tentando di rianimarla. Le informazioni restano in parte da consolidare: non sono state diffuse informazioni sull'identità delle vittime e sono da chiarire la dinamica esatta e le circostanze precise dell'episodio.
La custodia della figlia di 3 mesi dietro la strage in Germania, fermato il padre
Ha 45 anni, è nato in Germania e ha origini turche, l'uomo che oggi ha fatto strage a Stade. Stando alle prime ricostruzioni degli inquirenti, il 45enne aveva appuntamento con le quattro persone uccise per chiarire la questione dell'affidamento della figlia di tre mesi, accolta insieme alla mamma nel centro. La bimba e la donna stanno bene - ha spiegato la direttrice della polizia Katherin Schoul - e quest'ultima viene interrogata dalla polizia.