WOMA 2026, Barroso: "Non c’è consenso neppure sul salvare i bambini"

Mondo
Raffaella Cesaroni

Raffaella Cesaroni

©Ansa

L’ex Presidente della Commissione europea tra i protagonisti di WOMA 2026 - Inspiring the WOrld of pharMA, il forum internazionale che si è appena concluso all’Allianz MiCo di Milano

ascolta articolo

In un mondo attraversato da tensioni geopolitiche, guerre commerciali e crescenti divisioni internazionali, il rischio più grande è perdere la capacità di trovare accordi persino sui temi che dovrebbero unire tutti: la salute e la protezione delle persone più vulnerabili. È questo il messaggio che José Manuel Durão Barroso, già Presidente della Commissione Europea e oggi Chair di Gavi, the Vaccine Alliance, ha affidato all’intervista rilasciata a Sky TG24 in occasione di WOMA 2026 – Inspiring the WOrld of pharMA, il nuovo forum internazionale dedicato al mondo Pharma, MedTech, Healthcare e Life Sciences che si è tenuto all’Allianz MiCo di Milano riunendo circa mille professionisti, manager, ricercatori, imprenditori e rappresentanti delle istituzioni per discutere il futuro delle Scienze della Vita.

 

Barroso è stato uno degli ospiti più autorevoli della manifestazione, che ha messo al centro innovazione, ricerca, intelligenza artificiale, leadership e sostenibilità dei sistemi sanitari. Ma il suo intervento ha allargato lo sguardo ben oltre il settore farmaceutico, toccando uno dei nodi più delicati del nostro tempo: la crisi della cooperazione internazionale. Da presidente del Board di Gavi, l’alleanza globale pubblico-privata che dal 2000 ha contribuito a vaccinare oltre 1,2 miliardi di bambini nei Paesi a basso reddito, Barroso osserva ogni giorno come le grandi sfide della salute globale non possano essere affrontate da un singolo Paese, ma richiedano alleanze, fiducia e responsabilità condivise. Eppure, secondo l’ex presidente della Commissione Europea, il clima internazionale non è mai stato così complesso.

Le preoccupazioni per la situazione geopolitica

“Mi preoccupa la situazione geopolitica mondiale”, spiega Barroso nell’intervista, evidenziando come stiano diminuendo convergenza, coesione e capacità di costruire consenso. Una frammentazione che rischia di riflettersi anche sulle grandi questioni della salute globale. Il dato più allarmante, osserva Barroso, è che oggi si fatica a trovare accordi persino su obiettivi che dovrebbero essere universalmente condivisi. “Non vedo consenso neppure sul salvare la vita ai bambini” - sottolinea, richiamando l’attenzione sul valore della vaccinazione come uno degli strumenti più efficaci nella storia della salute pubblica. La sua esperienza alla guida di Gavi rappresenta in questo senso un osservatorio privilegiato. L’organizzazione riunisce governi, istituzioni internazionali, aziende, fondazioni e società civile con l’obiettivo di garantire l’accesso ai vaccini nelle aree più fragili del pianeta. Un modello che, secondo Barroso, dimostra come la collaborazione tra soggetti diversi possa produrre risultati concreti anche in contesti apparentemente impossibili. Non è un caso che, intervenendo a WOMA, abbia definito l’esperienza di Gavi la prova che “unendo governi, industria, fondazioni e società civile attorno a una missione comune, è possibile affrontare sfide che nessun attore potrebbe risolvere da solo”.

Il futuro dell’Europa

Ma la riflessione di Barroso riguarda anche il futuro dell’Europa. Di fronte alla crescente competizione globale tra grandi blocchi economici e tecnologici, l’ex presidente della Commissione europea ritiene che i singoli Paesi europei non abbiano la massa critica necessaria per competere da soli con le principali potenze mondiali. Per questo ribadisce la necessità di rafforzare il progetto europeo attraverso una più forte integrazione economica, una maggiore convergenza dei mercati e una vera unione dei capitali. Solo un’Europa più coesa, sottolinea, può mantenere un ruolo competitivo negli investimenti strategici, nell’innovazione, nella ricerca e nelle scienze della vita.

Una visione che si inserisce perfettamente nel dibattito emerso durante WOMA 2026, dove più volte è stato evidenziato come il futuro delle Life Sciences dipenda non soltanto dall’eccellenza scientifica, ma anche dalla capacità di costruire ecosistemi, attrarre investimenti e trasformare l’innovazione in valore per i cittadini e per i sistemi sanitari.

Dalla “preparedness” alle future emergenze sanitarie, dall’accesso equo alle cure fino alla governance internazionale della salute, l’intervista di Barroso restituisce una convinzione maturata in anni di esperienza politica e diplomatica: nessuna innovazione potrà generare un impatto reale senza collaborazione. La salute globale continua a dipendere dalla capacità di lavorare insieme. E se viene meno il consenso – sostiene Barroso - persino sul salvare la vita ai bambini, la sfida non è soltanto sanitaria. È prima di tutto politica, culturale e civile.

Mondo: I più letti